20 settembre 2017 | 10:21

I francesi rispettino le regole del nostro Paese. Il ministro Calenda: l’uso del golden power su Vivendi-Tim non ha intenzione punitiva. E non c’entra nulla con la partita Fincantieri-Stx

Nessuna intenzione “punitiva” circa l’uso del golden power ma dagli investitori serve il rispetto delle regole. Lo afferma il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda in una intervista al ‘Corriere della Sera’ interpellato sulle intenzioni del governo che ha contestato a Vivendi la mancata notifica della posizione acquisita in Tim.

Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo Economico (foto Olycom)

Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo Economico (foto Olycom)

“Intanto cerchiamo di dare un senso all’iniziativa sui ‘golden power’, i poteri speciali dello Stato sulle società strategiche. Non abbiamo alcuna intenzione punitiva nei confronti di nessuno, ma pretendiamo che gli investitori rispettino le regole del nostro Paese. L’acquisizione del controllo di Tim da parte di Vivendi, che la Consob ha riconosciuto, doveva essere notificato al governo, non è stato fatto ed è inaccettabile” afferma il ministro. “Così come nel caso della scalata a Mediaset, deve essere chiaro che questo non è un Paese aperto alle scorrerie di nessuno”.

Quella di Vivendi-Tim e Fincantieri-Stx “sono partite diverse e completamente separate. Noi – spiega – siamo per un mercato aperto agli investimenti internazionali, cresciuti l’anno scorso di oltre il 40%, e di un commercio con sempre meno barriere, ma questo non vuol dire accettare comportamenti scorretti o acquisizioni predatorie. L’epoca del liberismo ideologico è finito e bisogna avere un approccio pragmatico”.

“La mia opinione è che l’uso dei poteri speciali dello Stato debba essere comunque equilibrato e moderato. Escludo che possa essere utilizzato in modo distorto, o vendicativo, o peggio in un’ottica nazionalistica. L’autorevolezza e il rispetto si conquistano facendo rispettare le regole, non reagendo in modo scomposto”, sottolinea Calenda.