20 settembre 2017 | 17:46

Crolla la diffusione dei quotidiani in Italia: meno 20% in due anni. E le copie digitali seguono la stessa parabola della carta stampata (-19%). Lieve ripresa della pubblicità (+1,7%). I dati del rapporto Asig-Fieg (INFOGRAFICHE)

Il biennio 2015-2016 si chiude con un calo complessivo della diffusione dei quotidiani di poco inferiore al 20%. A inizio 2015, infatti, la diffusione media giornaliera era di poco superiore ai tre milioni di copie, a dicembre 2016 è scesa sotto i due milioni e mezzo di copie. È quanto emerge dal Rapporto 2017 sull’industria dei quotidiani in Italia presentato a Bologna nell’ambito di Ediland Meeting 2017 – Sfide per l’industria dell’editoria e della stampa, la conferenza per l’industria editoriale e della stampa promossa da Asig, Fieg e Osservatorio Tecnico Carlo Lombardi per i quotidiani e le agenzie di informazione.

Il calo nella diffusione dei quotidiani si è accentuato nell’ultimo anno: -9% nel 2015, -11,5% nel 2016. I primi mesi del 2017 non sembrano discostarsi da questo trend: a maggio 2017 – ultimi dati disponibili – la diffusione è risultata inferiore del 3% rispetto a dicembre 2016 e dell’11% rispetto all’aprile 2016. Negli ultimi dieci anni la diffusione complessiva si è dimezzata passando da 5,4 a 2,6 milioni di copie giornaliere al netto della free press.

Anche la diffusione delle copie digitali nel biennio 2015-2016 ha subito la stessa parabola delle copie cartacee: -19% complessivo, ma con un calo nel 2016 molto più accentuato (-16,5%) rispetto al 2015 (-3%). Tuttavia, precisa una nota, il dato complessivo potrebbe essere sottostimato per quanto riguarda le cosiddette ”copie digitali multiple”, ovvero quegli abbonamenti in blocco acquistati da grandi società che li girano ai propri dipendenti.

Per quanto riguarda la diffusione digitale, il Rapporto sottolinea poi come a inizio 2017 il Consiglio di amministrazione di Ads, la società che certifica le diffusioni di quotidiani e periodici, ha approvato un nuovo regolamento per la certificazione delle copie digitali, orientato alla centralità dell’utente finale e alla sua esplicita volontà di fruizione.

Sul fronte della pubblicità si assiste a una leggera ripresa. Dopo quattro anni di arretramento, il 2016 ha visto un incremento, anche se modesto (+1,7%) del mercato pubblicitario nel nostro Paese. Si è comunque ancora lontani dai valori del 2010, anno in cui il mercato valeva ancora 8,6 miliardi di euro, ed ancora più lontani dal 2008, ultimo anno prima della crisi, quando il fatturato complessivo della pubblicità italiana sfiorò i 10 miliardi di euro.

Leggi o scarica il Rapporto 2017 sull’industria dei quotidiani in Italia