Dati e cifre, Documenti

20 settembre 2017 | 15:57

E’ ripresa per le imprese culturali e creative, +14% i ricavi quest’anno, +18,1% nel 2018-19. Confcommercio-Agis: crescono i consumi culturali trainati da Milano, Roma e Bologna

Dopo alcuni anni di difficoltà, cresce il clima di fiducia delle imprese culturali e creative: migliorano sia l’andamento economico (per il 17,7% nel 2016-17 e per il 32% nel 2018-19) che i ricavi (per il 14% nel 2016-17 e per il 18,1% nel 2018-19); tiene l’occupazione anche per il prossimo biennio (per l’88%) e in ripresa la capacità di fare fronte al fabbisogno finanziario (per il 10,7% nel 2016-17 e per il 13,4% nel 2018-2019); per tre imprese su quattro il costo della burocrazia e le politiche pubbliche inadeguate sono i principali fattori di ostacolo alla crescita del settore;oltre l’80% delle imprese è d’accordo sulla coesistenza tra l’offerta culturale pubblica e privata e oltre il 95% sull’idea di un palinsesto di eventi condiviso; per l’86,1% delle imprese è importante che ci sia una maggiore interconnessione tra promozione turistica e attività culturali.

 - Leggi o scarica l’indagine “La cultura che crea valore” realizzata da Confcommercio-Imprese per l’Italia e Agis (PDF) 

Positivo il trend dei consumi culturali con in testa le aree metropolitane di Milano, Roma e Bologna; per oltre il 90% degli italiani una migliore accessibilità, una migliore comunicazione e formule di pagamento più efficienti renderebbero più fruibile l’offerta culturale sia pubblica che privata; apprezzata soprattutto la varietà di spettacoli (per il 78,9%), il numero e la qualità delle attività culturalie commerciali connesse a cinema e teatri (74,7%), le novità introdotte nei palinsesti (70,8%); per oltre tre italiani su cinquele strutture culturali pubbliche e private dovrebbero essere sostenute allo stesso modo dallo Stato.

Questi i principali risultati che emergono dall’indagine “La cultura che crea valore” realizzata da Confcommercio-Imprese per l’Italia e Agis, in collaborazione con Format Research, sul sentiment delle imprese culturali e creative e sui consumi culturali degli italiani.

Secondo il presidente di Confcommercio “promuovere la cultura della crescita significa, soprattutto nel nostro Paese, promuovere la cultura in generale”. “La nostra alleanza con Agis rafforza il sistema e quindi le gambe del mondo dell’offerta, anche turistica”.

“Cultura, turismo e commercio sono le tre dimensioni dello stesso oggetto: il futuro competitivo del Paese. E promuovere la cultura della crescita significa, soprattutto nel nostro Paese, promuovere la cultura in generale”. Lo ha detto il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, nel suo intervento al convegno “La ‘cultura’ della crescita”, svoltosi a Roma nella sede confederale. Sono tre le ragioni addotte da Sangalli per spiegare questo legame: “il settore culturale e creativo conta tantissime imprese in Italia e genera Pil e indotto; ispira qualità, bellezza e ricchezza a vantaggio anche di molti altri comparti dell’economia; la cultura, infine, è il carburante del turismo italiano”. Che, fortunatamente, nell’estate trascorsa ha fatto registrare “dati molto positivi”. Ma, per il presidente di Confcommercio, “non è questo il momento di rilassarsi perché gli altri Paesi, soprattutto i nostri competitor europei, pedalano anche in discesa”. E’ piuttosto “il momento di affrontare nodi irrisolti”, a partire dal fatto che “in Italia si soggiorna e si spende sempre meno: dal 2001 al 2016 la spesa pro capite di un turista si è ridotta di oltre un terzo, passando da più di 1.000 a circa 660 euro. Tutto ciò vuol dire che il nostro modello di offerta, di governance e di servizi va senz’altro migliorato”. Non a caso Confcommercio chiede da tempo “politiche che aiutino la destagionalizzazione e la diversificazione”, oltre a “una comunicazione e una promozione efficaci all’estero, in grado di sfruttare il traino delle città d’arte per far conoscere l’intero Paese”. Sangalli ha concluso sottolineando che “la nostra alleanza con Agis rafforza il sistema e quindi le gambe del mondo dell’offerta, anche turistica”. Il protocollo d’intesa siglato dalle due organizzazioni vuole essere “un segnale deciso da parte del mondo della rappresentanza sull’importanza di ampliare i propri orizzonti e il proprio raggio di azione. Dall’offerta formativa all’aggiornamento professionale, alla ricerca di soluzioni più idonee in materia di lavoro, fino alla realizzazione di iniziative di promozione e di sviluppo, con Agis – ha concluso Sangalli – inizia un percorso che ci piacerebbe desse al Paese un risultato maggiore della somma delle parti che si mettono insieme”.

Il presidente dell’Agis , Carlo Fontana, è intervenuto al convegno dedicato alla “Cultura della crescita” che si è tenuto a Roma presso la sede nazionale di Confcommercio. “Il mondo dello spettacolo – ha detto Fontana – è percepito ancora oggi come un mondo assistito e questo non è vero”. “Oggi le aziende che producono spettacolo sono delle vere e proprie imprese ed è quindi naturale cercare la collaborazioni con grandi organizzazioni d’impresa come Confcommercio”. “La cosa più importante – ha osservato Fontana – è rompere la dicotomia tra pubblico e privato. Il connubio tra iniziativa pubblica e privata deve comunque portare ad una finalità pubblica, quindi di servizio ai cittadini”.

 - Leggi o scarica l’indagine “La cultura che crea valore” realizzata da Confcommercio-Imprese per l’Italia e Agis (PDF)