26 settembre 2017 | 10:50

I comitati di redazione delle edizioni locali Rcs proclamano lo sciopero per il mancato rinnovo dei contratti

Giornalisti in sciopero nelle edizioni locali Rcs contro i mancati rinnovi dei contratti a termine. Dopo la proclamazione dello stato di agitazione, astensione dal lavoro proclamata dai cdr di ‘Corriere Fiorentino’, ‘Corriere del Veneto’ e ‘Corriere di Verona’, ‘Corriere di Bologna’, ‘Corriere del Trentino’ e ‘Corriere dell’Alto Adige’. Solidarietà da parte di Fnsi e Associazioni regionali di Stampa. Ieri, lunedì 25 settembre, è stato il primo giorno di sciopero del pacchetto di 5 affidato ai Cdr.

I giornalisti dei ‘dorsi’ locali del ‘Corriere della Sera’, spiega la Fnsi, protestano contro la decisione dell’azienda di non rinnovare i contratti a tempo determinato che abbiano superato i sei mesi di durata. Decisione che, di fatto, imporrebbe la perdita di posti di lavoro, oltre alla frustrazione delle aspettative di chi, a volte per anni, ha contribuito alla realizzazione dei quotidiani locali lavorando con contratti precari.

I Cdr, inoltre, lamentano il rischio di minare i fisiologici meccanismi di avvicendamento all’interno delle redazioni. Per il Corriere Fiorentino si tratta del primo sciopero in quasi 10 anni di vita, per le redazioni del Corriere del Trentino e del Corriere dell’Alto Adige è la seconda astensione dal lavoro nell’arco di poco tempo. I comitati di redazione, d’intesa con le Associazioni regionali di Stampa e con la Fnsi, chiedono un incontro urgente con l’azienda e ribadiscono la disponibilità a trovare percorsi d’intesa condivisi che garantiscano occupazione e qualità dell’informazione.

“Vogliamo credere nelle parole del presidente Urbano Cairo, che ha detto di voler investire nei giornali locali del gruppo Rcs: ma investire in una testata giornalistica significa investire nelle persone che fanno ogni giorno il giornale, non perdere queste professionalità”, osservano i Comitati di redazione.

La Federazione nazionale della Stampa e le Associazioni di Toscana, Veneto, Trentino Alto Adige ed Emilia Romagna esprimono solidarietà ai colleghi e sostegno alle ragioni che hanno indotto i giornalisti a scioperare contro la precarietà dilagante anche nelle grandi aziende come il gruppo Rcs e contro un modo di fare impresa che contempla solo tagli agli organici, promesse disattese e dinieghi rispetto a qualsiasi forma di dialogo con i lavoratori.