27 settembre 2017 | 17:06

Otto prepensionamenti entro la fine del 2018 ad Askanews

Sono 8 i giornalisti che dovrebbero lasciare Askanews entro il 31 dicembre 2018 in seguito all’accordo raggiunto il 25 settembre alla sede romana della Fieg, tra la società editrice dell’agenzia, che fa capo a Luigi Abete, e il Cdr, assistito dalla Federazione della Stampa e dalle associazioni sindacali regionali competenti.

Il nuovo verbale d’intesa di fatto aggiorna quello raggiunto nel maggio 2016 che faceva scattare a partire dal 1° giugno successivo, fino al 23 settembre 2017, un contratto di solidarietà – 2 giorni – per gestire 15 eccedenze.

Luigi Abete (Foto: Olycom)

Lo scorso 25 luglio l’editore è tornato alla carica, sostenendo che la solidarietà – insieme a un generale piano di contenimento dei conti – aveva certamente generato risparmi, ma non sufficienti a compensare gli effetti negativi sul bilancio provocati anche da un ulteriore diminuzione delle entrate. Da qui, la richiesta di attivare il piano di riorganizzazione per stato di crisi, come previsto dalla legge 416, per gestire otto eccedenze.

Un piano (in un primo tempo prevedeva 30 esuberi da assorbire con il 30% della cassa integrazione straordinaria; pari al triplo della riduzione dell’orario per la solidarietà), che l’assemblea dei redattori di Askanews ha rimandato il 18 agosto al mittente. Un altro documento molto preoccupato per la situazione – che si aggiunge alla forte incertezza legata al problema della gara europea per l’assegnazione dei lotti informativi per il governo – è stato approvato il 19 settembre, dopo la richiesta dell’editore di 8 prepensionamenti, più la cassa integrazione per l’intera redazione fino a fine 2017 di 5 giorni al mese, che sarebbero diminuiti nel 2018.

In base all’accordo raggiunto il 25 settembre, tre degli otto interessati al prepensionamento raggiungeranno i requisiti di età e di contribuzione entro l’anno. Per loro dovrebbe, quindi, scattare la cassa integrazione a zero ore. L’azienda si è impegnata a anticipare l’integrazione salariale di competenza dell’istituto di previdenza dei giornalisti.