Il ‘New York Times’ testa la personalizzazione dei contenuti, in base a preferenze, geolocalizzazione e orari di lettura

Il ‘New York Times’ testa piccole soluzioni online per personalizzare la fruizione delle news in base, per esempio, alle preferenze dei naviganti, alla geolocalizzazione e agli orari di lettura. Un po’ come succede con i risultati delle ricerche di Google che sono sempre lievemente diversi da utente a utente.

New York Times (Foto: Primaonline.it)

“Produciamo tantissimo giornalismo di qualità”, spiega a Niemanlab Caroline Que, editorial director del desk delle notizie al New York Times. “Invece di vincolare le nostre storie a un determinato spazio dell’homepage, stiamo provando a spostare la conversazione verso un nuovo modello di distribuzione dei contenuti”.

Per ora si tratta semplicemente di esperimenti, come, per esempio, la scelta di utilizzare in Europa i gradi Celsius anziché i Fahrenheit e i kilometri al posto delle miglia; ma anche, come nel caso della recente eclissi, di impostare le news diversamente nei i luoghi dove l’eclissi era effettivamente visibile rispetto a quelli dove invece non lo era.

Quanto alle preferenze, spiega Que, è come avviene già sulla carta, dove ogni lettore segue con lo sguardo il percorso che preferisce, indipendentemente dall’impaginazione del giornale.

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