29 settembre 2017 | 13:40

Il digitale aiuta industrie e cittadini, ma serve un’equa tassazione per i giganti della Rete, dice Paolo Gentiloni a Tallinn. In attesa dell’Ue, i singoli Paesi lavorino in coordinamento

“Il digitale serve per la competitività delle imprese e per facilitare la vita dei cittadini, ma l’Unione europea, siccome ha a che fare con giganti digitali, deve porsi molto seriamente il problema di un’armonizzazione, di una tassazione equa su questi giganti digitali che hanno volumi d’affari nei nostri paesi straordinari”. A dirlo il presidente del consiglio Paolo Gentiloni, prima del Digital Summit di Tallinn.

“Non possiamo accettare l’idea che il diritto di stabilimento delle imprese, per quanto riguarda i giganti e le piattaforme del web sia concepito come nell’era delle imprese che avevano fabbriche e lavoratori”, ha spiegato. “Oggi ci sono alcune di queste grandi piattaforme che ci semplificano la vita e alle quali non vorremmo rinunciare per niente al mondo che tuttavia hanno volumi di affari strepitosi nei nostri Paesi”.

Paolo Gentiloni

La “web tax” può essere decisa anche da un gruppo di paesi Ue con la formula della “cooperazione rafforzata” prevista dai trattati in mancanza dell’unanimità a 28, ha affermato ancora Gentiloni, osservando come questo sia “un po’ il senso del documento che i 4 paesi avevano concordato a fine agosto e hanno rilanciato per la discussione di oggi”.

“Dobbiamo andare avanti sulla proposta della Commissione, ma intanto i singoli paesi non solo possono ma devono lavorare in coordinamento tra loro anche nel senso di una cooperazione rafforzata”. In tempi rapidi? “Se possibile”, ha concluso.