29 settembre 2017 | 17:39

Gedi chiude il contenzioso con il fisco. Onere da 175 milioni coperto dalle riserve

Gedi Gruppo Editoriale ha definito un contenzioso fiscale con l’Agenzia delle Entrate, decidendo di avvalersi della facoltà prevista dal decreto 50/2017 (la cosiddetta ‘manovrina’) e di aderire alla definizione agevolata di una controversia risalente all’esercizio 1991. “Tale adesione – spiega una nota – comporterà per la Società il pagamento di un importo pari a 175,3 milioni di euro, di cui 70,1 milioni da versarsi il 2 ottobre 2017, 70,1 milioni di euro entro il 30 novembre e i restanti 35,1 milioni entro il 30 giugno 2018. La perdita di esercizio derivante da tale pagamento trova integrale copertura nelle riserve disponibili di patrimonio netto, senza intaccare in alcun modo il capitale sociale”. Anche tenuto conto dell’attuale posizione finanziaria netta positiva, il Cda “ha ritenuto che tale definizione rispondesse all’interesse sociale in ragione dei vantaggi derivanti dalla rimozione di un possibile rischio fiscale dalle potenziali conseguenze economico-finanziarie di medio/lungo termine rilevanti e certamente di assai maggiore gravità rispetto alla scelta deliberata”.

Allo stesso tempo, il Cda, “ritiene che l’annullamento del rischio fiscale permetterà alla Società di meglio affrontare le sfide del futuro dispiegando le potenzialità della recente importante integrazione realizzata con il Gruppo Itedi e rafforzando la propria leadership nell’offerta digitale”. Il contenzioso attualmente pendente in Cassazione, ricostruisce il comunicato, si riferisce “a contestazioni di natura antielusiva relative ai benefici fiscali derivanti dall’operazione di riorganizzazione societaria del Gruppo Editoriale L’Espresso nel 1991 mediante la fusione per incorporazione di Editoriale La Repubblica in Cartiera di Ascoli. Il rigetto in Cassazione del ricorso tempestivamente proposto dalla Società comporterebbe il sostenimento di un onere attualmente pari a 388,6 milioni di euro”. Il Cda di Gedi pertanto, “pur ribadendo la propria convinzione quanto alla legittimità civilistico-tributaria dell’operazione oggetto di censura da parte dell’Amministrazione Finanziaria, ha deliberato di avvalersi della facoltà offerta dal Decreto di addivenire alla definizione agevolata della predetta controversia”.