30 settembre 2017 | 15:24

Mauro Rostagno, giornalista appassionato della verità e della notizia ucciso dalla mafia nel 1988, ricordato al nuovo centro del gruppo Abele, a Torino

Carla Piro Mander – Mauro Rostagno, giornalista, sociologo, appassionato della verità e della notizia. “Un uomo”, dice di lui Enrico Deaglio che lo ha conosciuto bene e frequentato molto, “che era riuscito a usare un mezzo come la televisione, a Trapani, per parlare della mafia come di una notizia quotidiana, qualcosa di cui si dovesse parlare ogni giorno. Ogni giorno, seguendo i processi, intervistando i magistrati, mostrando gli imputati nelle gabbie. Dando corporeità e spessore criminale ai fantasmi di una organizzazione che, come si sa, non esiste”.

Mauro Rostagno, ucciso dalla mafia nel 1988 è stato ricordato nella serata che il premio Roberto Morrione (intitolato al giornalista Rai, tra l’altro fondatore e direttore di Rai News 24, impegnato sui temi della comunicazione) e Libera Piemonte hanno organizzato a Torino, città natale di Rostagno, per tenerne vivo il ricordo.

E parlare di lui, ha sottolineato Mara Filippi Morrione, tra i soci fondatori e portavoce del premio, significa parlare della nostra realtà delle fake news, della capacità di cercare i fatti e di scavarci fino a trovarne la radice perché “le notizie non sono orfane” ma hanno sempre un motivo, una causa, da trovare e raccontare anche quando è irraccontabile.
Enrico Deaglio, Mara Morrione, Maddalena Rostagno, figlia del giornalista e autrice di “Il suono di una sola mano”, dedicato alla vicenda del padre, hanno condotto il dibattito evocando la lunga attesa di giustizia che ha riempito gli oltre 25 anni trascorsi tra la morte del giornalista e il processo che ne individuo’ le organizzazioni mafiose come mandanti.


“Io sono forse una delle persone poi arrabbiate con i giornalisti in questo Paese”, ha detto la Rostagno. “Ho spesso trovato cinismo arroganza e squallore anche nelle più grandi firme. Non perdono i giornalisti, una categoria che mi ha offesa profondamente e che ci ha inflitto delle angherie. Ricordo tuttavia Roberto Morrione come una persona libera che per la vicenda di mio padre ha avuto rispetto”.
L’iniziativa di Libera Piemonte e dell’Associazione Amici di Roberto Morrione , a pochi giorni dal 29esimo anniversario della morte di Mauro Rostagno, ha voluto ricordare questo giornalista “dalla schiena dritta”e approfondire i depistaggi che hanno cercato di oscurare la verità sul suo assassinio.

Tribunale di Trapani nel 2014 uando viene emessa la sentenza contro  Vincenzo Virga e Vito Mazzara due mafiosi, condannati all'ergastolo per l'uccisione di Mauro Rostagno

Tribunale di Trapani nel 2014 uando viene emessa la sentenza contro
Vincenzo Virga e Vito Mazzara due mafiosi, condannati all’ergastolo per l’uccisione di Mauro Rostagno

E il tema della libera informazione ha percorso tutta la serata. “L’ informazione , ha detto Enrico Deaglio “in Italia è debole e assoggettata al potere politico, al potere del momento, certo non un patrimonio di democrazia pubblica come dovrebbe essere. Si danno notizie comode per la mafia, si comincia immediatamente a depistare. Come mai tanta velocità e costanza nel depistare? Come mai tutte le volte che c’è un delitto di mafia vengono immediatamente diffuse notizie false per disegnare altre tracce? E’ come se esistessero gruppi di persone sempre informate di ciò che sta per accadere. E il tema della fake news che oggi ci appassiona in realtà non è che la trasposizione di un vizio italiano molto antico”.


Con la serata organizzata dal Libera Piemonte ha preso il via la programmazione delle giornate di premiazione del premio Roberto Morrione 2017,che proseguiranno con un’anteprima a Ferrara al festival di ‘Internazionale’ il 1 ottobre e continueranno a Torino dal 19 al 21 ottobre.
Avranno come filo conduttore il rapporto tra il giornalismo investigativo e le fake news. “Uno dei temi su cui, anche con il lavoro del Premio, ha detto Mara Morrione, vogliamo sensibilizzare il pubblico e i giovani giornalisti che, sempre di più,le subiscono”.
Il Premio Roberto Morrione è promosso dall’Associazione Amici di Roberto Morrione, che si propone di organizzare iniziative culturali, campagne informative, incontri di approfondimento e di sensibilizzazione  sui temi dell’informazione, del giornalismo d’inchiesta, del reportage, del giornalismo televisivo e dei new media.
Carla Piro Mander