02 ottobre 2017 | 18:05

Google aiuterà gli editori a vendere le news online. Finisce il modello ‘first click free’, via al ‘flexible sampling’ (editori decidono quando passare al pay). In arrivo servizi per aiutare gli editori a raggiungere nuovi lettori

Google fa un nuovo passo verso gli editori e mette fine alla politica del “First click free”, che consentiva di leggere un minimo di tre notizie gratis prima di arrivare a quelle a pagamento, inaugurando il ‘Flexible Sampling’.

Lo ha annunciato online il colosso di Mountain View, precisando che a partire da questa settimana, Google metterà fine alla policy First Click Free, che chiedeva agli editori di fornire un minimo di 3 articoli gratuiti al giorno attraverso Google Search e Google News prima di mostrare il paywall agli utenti.

Richard Gingras (foto Niemanlab.org)

Richard Gingras (foto Niemanlab.org)

Ecco cosa scrive Richard Gingras, vp News di Google

Il giornalismo fornisce informazioni accurate e tempestive quando sono più rilevanti, dando così forma alla nostra comprensione di temi importanti e spingendoci ad imparare di più nella ricerca della verità. Le persone usano Google per cercare contenuti di qualità e il nostro lavoro e aiutarli a trovarli. Tuttavia, talvolta questi contenuti si trovano dietro un paywall.

Sebbene le ricerche mostrino che le persone stanno cominciando ad abituarsi a pagare per le notizie, talvolta la macchinosità del processo necessario per attivare un abbonamento può rappresentare un disincentivo e ovviamente questa non è una buona notizia per gli editori di news che vedono negli abbonamenti una fonte di fatturato di crescente importanza.

Abbiamo affrontato questo tema con gli editori, per capire come offrire un supporto al loro business degli abbonamenti, e il nostro focus sarà il seguente:

· Primo: First Click Free sarà sostituito da Flexible Sampling. Gli editori stessi, meglio di chiunque altro, possono determinare quale livello di ‘prova gratuita’ funzioni meglio per ciascuno di loro; pertanto, a partire da questa settimana, metteremo fine alla policy First Click Free, che chiedeva agli editori di fornire un minimo di 3 articoli gratuiti al giorno attraverso Google Search e Google News prima di mostrare il paywall agli utenti.
· Nel lungo periodo, stiamo sviluppando una suite di prodotti e servizi per aiutare gli editori a raggiungere nuovi lettori, far crescere gli abbonamenti e il fatturato.
· Stiamo anche cercando di capire come possiamo semplificare il processo di acquisto e rendere più semplice per gli utenti di Google sfruttare a pieno all’interno delle diverse piattaforme Google tutti i vantaggi degli abbonamenti che hanno sottoscritto con gli editori.

Il nostro obiettivo è far sì che gli abbonamenti funzionino in modo semplice ovunque, per tutti.

First Click Free

Sostituiremo la nostra policy First Click Free a favore di un modello di Flexible Sampling nel quale sono gli editori a decidere se e quanti articoli vogliono consentire agli utenti di leggere gratuitamente, in base alle loro strategie di business. Questa decisione si basa sulle nostre ricerche, sui riscontri degli editori e su mesi di esperimenti congiunti con il New York Times e il Financial Times, entrambe pubblicazioni con servizi di abbonamento di successo.

“La decisione di Google di lasciare agli editori la possibilità di decidere a quanti articoli i lettori possono accedere gratuitamente dalla ricerca è uno sviluppo positivo”, ha dichiarato Kinsey Wilson, adviser di Mark Thompson, CEO del New York Times. “Siamo anche incoraggiati dal desiderio di Google di considerare altri modi di supportare i modelli di business in abbonamento e siamo felici di continuare a lavorare con loro per costruire soluzioni intelligenti al problema.”

In generale, gli editori riconoscono che offrire alle persone l’accesso ad alcuni contenuti gratuiti è il modo per persuaderli ad acquistare il loro prodotto. L’approccio tipico al sampling (prova gratuita) è un modello chiamato ‘metering’, che consente alle persone di vedere un numero predeterminato di articoli gratuiti prima che si attivi il paywall. Raccomandiamo il seguente approccio:
· Un metering su base mensile, invece che giornaliera, consente agli editori una maggiore flessibilità nello sperimentare con il numero di articoli gratuiti da offrire e di identificare le persone con un maggiore interesse potenziale a sottoscrivere un abbonamento
· Per la maggior parte degli editori, 10 articoli gratuiti al mese è un buon punto di partenza
· Per ulteriori dettagli su questo approccio, è possibile consultare il nostro Webmaster blog e la nostra guida al Flexible Sampling.

“Prova prima di acquistare” è un approccio che risponde a quello che molti editori già sanno: devono offrire una qualche forma di prova gratuita per avere successo in internet. Se è troppo poco, troppo pochi utenti cliccano sui link che portano al contenuto, o lo condividono, e questo potrebbe avere un impatto sulla possibilità di trovare il brand, e di conseguenza nel tempo potrebbe avere un impatto sul traffico.

Supporto agli abbonamenti

Abbonarsi a un contenuto di qualità non dovrebbe essere difficile come invece è oggi. Registrarsi a un sito, creare e ricordare svariate password e inserire i dati della carta di credito sono tutte complicazioni che speriamo di poter risolvere.

Come primo passo, sfruttiamo le nostre attuali tecnologie per l’identità e i pagamenti per aiutare le persone ad abbonarsi ad una testata con un solo click e poi accedere al contenuto di questa testata dovunque – che sia dal sito o dalla app dell’editore oppure da Google Edicola, Google Ricerca o Google News.

E dal momento che i prodotti editoriali e i modelli di abbonamento variano molto tra di loro, stiamo collaborando con gli editori di tutto il mondo per costruire un meccanismo di abbonamento che risponda alle loro esigenze e alla molteplicità di approcci esistenti – a beneficio tanto dell’industria editoriale quanto dei lettori.

Stiamo anche esplorando come il machine learning di Google possa aiutare gli editori a riconoscere potenziali abbonati e proporre l’offerta giusta agli interlocutori giusti e nel momento giusto.

“E’ estremamente chiaro che la pubblicità da sola non può più pagare per la produzione e la distribuzione di giornalismo di alta qualità, mentre allo stesso tempo il bisogno della società di giornalismo indipendente sostenibile non è mai stato così elevato. Il fatturato basato sul lettore, anche detto contenuto a pagamento o servizio in abbonamento, non è quindi solo desiderabile, ma è piuttosto una componente essenziale della composizione del fatturato di un editore”, ha commentato Jon Slade, Chief Commercial Officer di FT.

“Il Financial Times accoglie con favore l’input e le azioni di Google per offrire supporto a un settore così fondamentale dell’industria dei media e abbiamo lavorato in stretta collaborazione con Google per favorire la comprensione delle esigenze degli editori e di come Google può essere di aiuto. Questa reciproca comprensione include la possibilità di controllare il numero di contenuto gratuito da dare ai lettori per la scoperta del contenuto, l’ottimizzazione delle promozioni e dei processi di pagamento. E’ importante che ora noi costruiamo su quanto finora discusso e costruito e acceleriamo il processo.”

Siamo solo all’inizio e ci interessa ricevere tutto l’input possibile da editori grandi e piccoli, nazionali, locali e internazionali, per essere sicuri di costruire insieme soluzioni che funzionino per tutti.