05 ottobre 2017 | 11:55

Nessun pregiudizio sull’eventuale scorporo della rete Tim, dice il presidente De Puyfontaine. Unire le forze con Vivendi la strategia giusta per sfruttare le opportunità offerte dalla convergenza

“Non ho pregiudizi su nulla”. A dirlo il ceo di Vivendi e presidente di Tim, Arnaud De Puyfontaine, rispondendo a che gli chiedevano se avesse pregiudizi sullo scorporo della rete Tim. Il manager francese ha ricordato che questa è la stessa posizione che aveva espresso a luglio scorso. “Sono molto pragmatico, non ho idee preconcette su Tim e su come faremo il successo della compagnia”, ha spiegato – prendendo parte all’Ey Digital Summit -, aggiungendo di essere “molto disponibile a trovare la migliore strada per il bene dell’azienda”. De Puyfontaine ha espresso la sua soddisfazione per la nomina del nuovo amministratore delegato della telco, Amos Genish, con il quale è in corso il lavoro per il nuovo piano industriale. “Saremo in grado di essere più precisi”, ha spiegato in merito alla strategia. Alla domanda, poi, se Sparkle rappresenti un asset strategico per il gruppo, de Puyfontaine non è voluto entrare nei particolari, ma ha ribadito: “Faremo quello che deve essere fatto per fare in modo che tutti siano contenti”. In ogni caso, ha detto più in generale, “vedo e sento situazioni che sono completamente sconnesse dalla realtà, quindi voglio che il mio messaggio sia chiaro e diffuso”.

Arnaud de Puyfontaine (foto Olycom)

“Gli ultimi mesi sono stati accidentati, come minimo”, ha aggiunto ancora De Puyfontaine. “Mi sto chiaramente riferendo alle intense speculazioni che hanno avvolto il ruolo di Vivendi in Tim. Ma voglio essere cristallino: queste speculazioni sono completamente lontane dalla realtà. Vivendi ha agito nello stretto rispetto della regolazione e delle leggi e devo dire che Tim è impegnata ad avere una collaborazione costruttiva con le istituzioni e i regolatori”. “Sono disponibile a incontrare esponenti del governo e dell’Autorità per spiegare la nostra visione”, ha affermato ancora il presidente di Tim.

De Puyfontaine ha spiegato poi di voler, nella sua “funzione di presidente esecutivo di Tim, esprimere quello che vogliamo fare con Tim, che è completamente allineato con quella che io capisco essere la visione in termini di infrastruttura, il piano del governo per l’Italia digitale”. Vivendi, ha ricordato, “è un investitore di lungo termine che ha investito in Italia circa 5 miliardi. Vogliamo spiegare che Vivendi è un amico dell’Italia”, e in merito alla sua posizione ha aggiunto: “voglio essere visto come un fantastico ambasciatore dell’amicizia tra Italia e Francia. Questo è quello che voglio fare e lo proveremo”.

“Tim è una compagnia con una rete forte e una competenza tecnologica, che deve migliorare l’esperienza per il cliente e ha il potenziale per capitalizzare le opportunità offerte dalla rivoluzione della convergenza”, ha detto il manager indicando la sua strategia per la telco e ribadendo come l’obiettivo di Vivendi sia “trovare la migliore decisione per Tim e per i gli stakeholders, e per stakeholders intendo governo, regolatori, clienti e Italia come Paese perché l’azienda è qualcosa di molto importante per l’Italia”

“Noi, a Tim possiamo contare su Vivendi per prosperare nell’era digitale. In un ambiente dove le maggiori compagnie di tlc e media europee sono colpite dai cambiamenti delle abitudini dei consumatori e dall’avvento degli over the top, unire le forze è per Tim e Vivendi la strategia vincente per cogliere le opportunità offerte dalla convergenza”. Insomma, ha concluso, “le opportunità create dalla convergenza sono un fattore fondamentale alla base del nostro approccio strategico in Italia, per costruire un gruppo di media potente focalizzato sull’Europa del Sud”.