11 ottobre 2017 | 16:52

Esquire è online anche in Italia. Cancelliere (Adv Italia): tra campagne display e progetti native già prenotati siamo certi di poter giocare un ruolo di primo piano nel mercato dei maschili

Online la versione nazionale di Esquire, il maschile americano edito da Hearst. Il brand Esquire, fondato nel 1933 negli Stati Uniti, ha fatto la storia del giornalismo mondiale e ha avuto tra i suoi collaboratori firme come Ernest Hemingway e F. Scott Fitzgerald oltre ai rappresentanti del cosiddetto “new journalism” degli anni sessanta, Tom Wolfe, Norman Mailer e Gay Talese, tra gli altri.

Oggi Esquire vanta 28 edizioni nel mondo, traduzioni in 15 lingue e una presenza in 46 Paesi. Sono 21 i siti web attivi nel mondo per un totale di oltre 11,3 milioni di visitatori unici e 71,5 pagine viste, spiega una nota. Una diffusione globale di 1,9 milioni di copie e una readership pari a circa 8,6 milioni. Attivi i profili Twitter, Facebook e Instagram.

L’edizione italiana di Esquire è suddivisa in 5 macro-sezioni, Stile, Cultura, Lifestyle, Entertainment e Sport. Ognuna contiene a sua volta tra le 3 e le 9 sottosezioni, per un totale di 27 nel sito. Grande spazio è dedicato all’attualità e la homepage viene aggiornata dieci volte al giorno. Lo humor rimane una colonna portante di Esquire.

“Il mercato ha manifestato subito entusiasmo per questo nostro importante lancio”, dichiara Marco Cancelliere, direttore generale di Adv Italia. “Da quando Hearst è arrivata in Italia, infatti, tutti i nostri clienti si chiedevano (e ci chiedevano): ma quando arriva Esquire?”. E aggiunge: “l’idea della piattaforma only digital è stata accolta con eccitazione ed i primi risultati di raccolta sono andati oltre le nostre aspettative ed obiettivi”.

Audi ha sponsorizzato per i primi 5 giorni il lancio di Esquire con una monografica esclusiva, oltre ad aver già prenotato una campagna branded content il prossimo novembre. Dalla prossima settimana, poi, saranno on line campagne display e progetti speciali/native advertising di Aspesi, Colmar, Givenchy, La Martina, Lotto, Suzuki, Tagliatore, Tommy Hilfigher, Tod’s, Perlunica, Ysl Beautè e Woolrich.

“Siamo certi”, prosegue Cancelliere, “di poter giocare un ruolo di primissimo piano sul mercato dei maschili grazie a questo straordinario brand e all’eccellente lavoro degli editor in chief e di tutto lo staff di Hearst Digital”.

Esquire Italia è guidato da Giampietro Baudo, editor in chief fashion&business development e Timothy Small, editor in chief editorial development. Tra le firme Raffaele Alberto Ventura e Valerio Mattioli a Gabriele Ferraresi e Cesare Alemanni, da Fabrizio Biasin a Simone Conte e Vanni Santoni, fino a Andrea Daniele Signorelli, Federico Sardo, Chiara Papaccio e Stefano Piri.