12 ottobre 2017 | 16:43

Migliorare gli ascolti cambiando il linguaggio dei programmi è motivo di soddisfazione, dice il dg Rai, Orfeo. In arrivo una trasmissione di informazione di nuovo taglio in prime time su Rai2

“Migliorare gli ascolti, battere la concorrenza e insieme cambiare il linguaggio di tanti programmi è motivo di grande soddisfazione”. A dirlo il dg Rai, Mario Orfeo, nel corso del Cda che oggi ha anche dato il via libera ai cambi di direzione in Rai1, Rai2 e Rai Gold.

Durante la riunione il dg ha informato i consiglieri sui risultati di ascolto registrati dal servizio pubblico nel periodo autunnale rispetto, che hanno visto una crescita dello 0,5% rispetto al 2016, con Rai1 che sale dello 0,7% nell’ambito dell’intera giornata, grazie al day time e alle prime serate “in un quadro complessivo nel quale il resto della concorrenza è in flessione”. “A chi parla di crollo degli ascolti senza conoscere i numeri faccio i complimenti per la fantasia, non volendo pensare alla malafede”, ha detto il dg.

Mario Orfeo (foto Ansa)

Orfeo, stando a quanto riporta AdnKronos, avrebbe assunto l’impegno, condiviso anche dalla presidente Maggioni, di dare il ‘via libera’ – su richiesta dei consiglieri Arturo Diaconale e Giancarlo Mazzuca – alla realizzazione di un programma di prima serata su Raidue. Un programma che, nel quadro del rispetto del pluralismo, dia spazio a idee e sollecitazioni di aree culturali fino ad ora poco considerate all’interno del servizio pubblico.

Arturo Diaconale (foto Olycom)

Arturo Diaconale (foto Olycom)

“Finalmente viene rispettato impegno assunto a suo tempo dal precedente dg, Campo Dall’Orto, che tende a riequilibrare le presenze di aree culturali all’interno del servizio pubblico fino ad ora troppo trascurate”, ha commentato all’agenzia lo stesso Diaconale. “Si tratta di fare un programma ‘non politicamente corretto’ che mi auguro non sia un talk show tradizionale ma una trasmissione dedicata all’approfondimento di grande tematiche presenti nella società italiana e di cui fino ad adesso si è parlato sempre troppo poco”, ha detto ancora il consigliere citando come esempi inchieste che vanno dall’immigrazione, alla mancata ricostruzione dopo i terremoti, passando per la paralisi delle amministrazioni pubbliche per l’ossessione giustizialist o il peso delle tasse.