Comunicazione

13 ottobre 2017 | 16:57

Otto case su dieci a rischio terremoto o alluvione, ma solo il 2% è assicurato. L’Ania chiede un cambio di strategia per gestire le catastrofi e comunicare informazioni corrette ai cittadini (INFOGRAFICHE)

Un cambio di strategia per gestire le catastrofi. A chiederlo a gran voce è l’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici (Ania), in occasione della giornata mondiale voluta dalle Nazioni Unite per la riduzione dei rischi da disastri naturali, in una conferenza alla quale hanno partecipato: Ettore Rosato, capogruppo Pd alla Camera, Bianca Maria Farina, presidente Ania, Speranzina De Matteo, commissariato ricostruzione 2016, e Gabriella Carmagnola, direttore comunicazione Ania.

Da sinistra: Ettore Rosato, capogruppo Pd alla Camera, Bianca Maria Farina, presidente Ania, Speranzina De Matteo, commissariato ricostruzione 2016, e Gabriella Carmagnola, direttore comunicazione Ania

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Serve una gestione preventiva e strutturata dei rischi, secondo l’Ania, perché “il 78% delle abitazioni italiane è esposto a un rischio alto o medio alto tra terremoto e alluvione”. E l’Italia “con circa 58 miliardi di dollari di danni economici causati da catastrofi naturali fra il 1996 e il 2016 è il sesto paese al mondo per danni di questo tipo subiti negli ultimi 20 anni”. Sempre nello stesso periodo le vittime per gli stessi motivi “sono state circa mille”.

Al 30 settembre 2016, precisa l’Ania, risultavano attive 435 mila polizze per la copertura del rischio terremoto o del rischio alluvione (o di entrambi) pari a 610 mila abitazioni. Ciò significa che, in valore assoluto, l’ombrello assicurativo contro simili rischi protegge appena il 2% delle abitazioni private. Nel 2009 si stimavano appena 20 mila polizze per circa 35 mila abitazioni.

Sbagliata è anche la percezione del pericolo, prosegue l’Ania. Soltanto il 17% ritiene che la propria abitazione sia esposta al rischio di terremoti, una percentuale inferiore a quella effettiva (35%) di oltre la metà.

“Sei su dieci dei terremoti più costosi verificatisi in Europa dal 1970 al 2016 sono avvenuti nella nostra penisola”, continua l’associazione degli assicuratori italiani aggiungendo che “ogni anno il settore pubblico interviene per circa 3 miliardi di euro di danni”.

I recenti interventi pubblici stanno andando nella “giusta direzione”, secondo Ania, che fa esplicito riferimento a Casa Italia e agli sgravi fiscali per gli interventi di adeguamento antisismico delle abitazioni; ma è anche “necessario adottare un sistema regolamentato di gestione globale e anticipata dei rischi”, ribadisce.

Le compagnie di assicurazione sono pronte, conclude Ania, a mettere a disposizione le loro competenze e i loro progetti e, insieme agli altri attori chiave nella gestione del rischio, “trovare la migliore soluzione di Sistema per il nostro Paese”.

In particolare, Ania rende noto di voler contribuire a convogliare ai potenziali assicurati informazioni corrette e in grado di renderli consapevoli degli strumenti di protezione esistenti e delle agevolazioni previste.

Sul sito dell’Aie tutte le informazioni, le slides della conferenza stampa e l’indagine conoscitiva sulle assicurazioni contro le avversità atmosferiche in agricoltura.

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