Spero che le società interessate possano lavorare per l’unicità della rete a condizioni di mercato, dice Giacomelli. Improprio un ruolo pubblico

“È sbagliato riscrivere la storia 20 anni dopo. Oggi ci sono condizioni diverse. Io posso auspicare, e lo faccio, che le società interessate possano lavorare per l’unicità della rete ma a condizioni di mercato cioè affidandosi a regole e condizioni di mercato”. A dirlo, in occasione della presentazione della sperimentazione del 5G di Open fiber e Wind Tre a Prato, Antonello Giacomelli, sottosegretario allo sviluppo economico con delega alle tlc, rispondendo a una domanda sulla societarizzazione della rete di Telecom Italia e dell’ingresso di esponenti del Governo in cda.

“Troverei improprio un ruolo del pubblico diverso da quello che il pubblico sta esercitando”, ha concluso.

Antonello Giacomelli (foto Olycom)

Antonello Giacomelli (foto Olycom)

Giacomelli ha poi anticipato che “nella manovra che va in Cdm c’è anche la cosiddetta asta delle frequenze per il 5G, perché vogliamo dare elementi di certezza al Paese e agli operatori”, parlando di una base d’asta di 2,5 miliardi.

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