16 ottobre 2017 | 15:56

Gli investimenti in impianti e tecnologia sono fondamentali per crescere. Al 2° Forum Sport e Business del Gruppo 24 Ore l’esempio del Barcellona che investe 600 milioni per ristrutturare il Camp Nou

Giorgio Greco – Le nuove tecnologie e il digitale in particolare non creano di per sè ricavi ma generano un sistema valoriale che opportunamente sfruttato può diventare un business crescente. Lo hanno spiegato Francesco Calvo, chief revenue officer del Barcellona, e Marco Foroni, responsabile di Fox Sports Italia, intervenendo alla tavola rotonda “Sport 4.0: l’era della Sport tecnology”, uno dei focus del 2° Forum Sport & Business del Gruppo 24 Ore, al quale hanno partecipato anche Francesco Anesi, coordinatore istituzionale Hackathon della Figc e Tiziano Mellarini, assessore alla Cultura, cooperazione, sport e protezione civile della Provincia autonoma di Trento e moderato da Fabio Lalli, ceo di Iquii.

“Siamo impegnati nella ristrutturazione del Camp Nou – ha detto Calvo – per il quale è previsto un investimento superiore ai 600 milioni di euro e che sarà accompagnato da investimenti non altrettanto visibili ma importanti in tecnologie e risorse umane per creare una nuova piattaforma digitale adeguata alle moderne esigenze delle società. L’impiantistica – ha aggiunto – in generale è fondamentale nello sport e in Spagna sono più avanti, ma qualcosa comincia a muoversi anche in Italia, dove, per fermarci allo sport più diffuso, le squadre di calcio non erano abituate a fare investimenti negli impianti e tanto meno nelle tecnologie. Ma dopo un primo esempio (la Juventus) ora qualcosa comincia a muoversi anche negli interventi di adeguamento tecnologico (Roma e Inter in prims)”.

Il Camp Nou (Foto: Olycom)

Sul fronte televisivo, la parola magica è “multipiattaforma”. “La fidelizzazione dell’abbonato – sottolinea Marco Foroni – avviene con l’offerta di usufruire del prodotto, non solo guardandolo in tv a casa, ma anche quando ci si muove attraverso lo smartphone o il tablet, fermo restando che per il prodotto pay al momento si continua ad usufruire attraverso la tv. Un altro aspetto fondamentale è il tempo, una volta gli orari di trasmissione della partita erano rigidi e se, per un motivo qualsiasi, non potevi seguire la diretta o la differita, quella gara l’avevi persa. Oggi, invece, l’abbonato, per fare l’esempio del nostro servizio My Sky, può non essere presente e registra quello che vuol vedere. Gli offriamo cioè un servizio h24 e sceglie lui quando guardarla”.

Nel campo delle tecnologie le novità non si fermano a questo aspetto o all’utilizzo telecamere dedicate o incrociate tra loro (servizio già disponibile con Sky tech) ma si stanno già sperimentando nuovi servizi. In Spagna dallo scorso anno, per le partite del Real Madrid e del Barcellona, la Liga mette a disposizione dei broadcasters il replay a 360 gradi che permette di rivedere gol o un’azione importante o contestata con tutte le telecamere che ruotano intorno al protagonista o al dettaglio.

Sul tema degli impianti è intervenuto, tra gli altri, Luca Fiorucci, ceo di Engie ceo di Engie Program, controllata 75% di Engie Italia (il cui Ceo e’ Olivier Jacquier) tra i maggiori operatori dell’energia e dei servizi di facility management, che gestisce 14 strutture sportive e ha stipulato delle partnership con club (Parma, Atalanta, Sassuolo, Chievo e Verona Hellas) e proprietari di impianti (a cominciare dal Consorzio M-I Stadio per San Siro).