17 ottobre 2017 | 10:59

A Milano l’ultima tappa del Red Hook Criterium. Tra bici a scatto fisso e ciclisti alternativi, tanti i marchi delle due ruote a caccia di millennials e nuovi mercati

Matteo Rigamonti – I ciclisti urbani come esca per catturare millennials e quote rosa. Si è tenuta sabato a Milano in zona Bovisa la tappa finale del Red Hook Criterium, la corsa stradale per bici a scatto fisso nata a Brooklyn nel 2008 quasi per gioco e che oggi si svolge anche a Barcellona e Londra, coinvolgendo perfino atleti professionisti. Quattro gare, corse rigorosamente in serale dopo un’agguerrita e articolata qualifica, in cui competono separatamente donne e uomini, per aggiudicarsi la singola vittoria di tappa ma anche la classifica finale. Che tra i maschi quest’anno è andata all’italiano Davide Viganò.

Davide Viganò in maglia rossa di leader

Spinto fortemente dalle mode che riscoprono aspetti “vintage” dell’esistenza (dall’abbigliamento alle biciclette, tra tatuaggi e folte barbe), il fenomeno delle “fixie” è cresciuto sempre più negli ultimi dieci anni, anche in Italia, tanto da attrarre sempre più importanti marchi e produttori. Qualche esempio.

Il vincitore della tappa di Milano, Ivan Cortina, è un compagno di squadra di Vincenzo Nibali nel neonato team Bahrain Merida, squadra professionistica finanziata da un consorzio di imprese del Bahrain e dall’azienda taiwanese di biciclette Merida. Davide Viganò – che è appena stato convocato dal commissario tecnico della nazionale di ciclismo per gli Europei su Pista a Berlino – corre per il team Cinelli Chrome, nato dalla collaborazione tra lo storico costruttore italiano e l’azienda produttrice di borse e altri accessori. E il costrutturore statunitense Specialized è sponsor del Red Hook.

Non solo costruttori. Il marchio d’abbigliamento delle due ruote Castelli, che dall’anno prossimo torna a vestire la maglia rosa al Giro d’Italia, fornisce la maglia rossa di leader del Red Hook, poi ci sono anche lo storico maglificio Santini, i produttori di occhiali Oakley e Carrera e tanti altri ancora.

Brand coinvolti da decenni nel mondo delle due ruote, anche in qualità di spender, ma che hanno voluto scommettere sulla corsa che ha per simbolo l’uncino rosso, provando ad allargare la cerchia dei più tradizionali appassionati, siano essi ciclisti della domenica o spettatori televisivi dei grandi giri e delle classiche in tv. Un pubblico, e un mercato, certamente più maturo e in prevalenza maschile.