19 ottobre 2017 | 11:16

Senza il portale web per le news abbiamo fallito la nostra missione di trasformare il servizio pubblico in una media company, dice Freccero in Vigilanza. Il programma di Fazio? Non ha uno storytelling forte

“Questo consiglio aveva il compito di trasformare la Rai in una media company e per farlo ci sono due declinazioni: la prima è che ogni spettatore possa personalizzare il proprio palinsesto, vedi quindi Raiplay; la seconda è la creazione di un portale news web in modo che il pubblico possa essere sempre connesso a ciò che capita. Purtroppo su questo secondo punto non siamo ancora partiti ma credo, invece, che sia molto importante ed ecco  perché ho fatto una proposta a Milena Gabanelli”.

A dirlo il consigliere Rai, Carlo Freccero durante l’audizione svoltasi il 18 ottobre in commissione di Vigilanza Rai, alla quale ha partecipato anche la presidente di Viale Mazzini, Monica Maggioni. “Siccome non si possono nominare nuove testate come mi è stato detto, ho chiesto alla Gabanelli di porre fine alla autosospensione e accettare la proposta della condirezione di Rainews”, ha spiegato Freccero, ribadendo che “Se non parte questo portale vuol dire che abbiamo fallito nella nostra missione”. “La media company si fonda su questi due pilastri”, ha rimarcato, cogliendo l’occasione per sottolineare che la ragione per la quale non è stato approvato il piano news di Gubitosi è principalmente una: “voleva dire licenziamento e noi non volevamo farlo”.

Carlo Freccero (foto Olycom)

Nel suo intervento Freccero ha parlato anche della questione ascolti, richiamando anche alcune proposte da lui fatte per i palinsesti delle rete. “Non è il mio compito ma io per la domenica avevo proposto Vespa con tre diversi luoghi: il salottino per l’infotainment, un’aula come quella della commissione di Vigilanza Rai per i confronti politici e un tribunale per la cronaca”, ha detto. “Rai1 è tradizione, conservazione, memoria. Non c’è solo il cambiamento e l’innovazione, serve anche la conservazione, la tradizione e la Rai deve lottare per questo. E’ importantissimo”.

“Riconosco l’errroe del sabato sera su Rai1″, ha detto. “La televisione ha dimostrato che l’intrattenimento deve essere sempre declinato con il talent o con il dating. Queste sono le regole della televisione e quindi quando tu fai un programma che non ha format e non ha quindi uno storytelling forte, fallisce, vedi ‘Celebration’”, ha spiegato Freccero.

Quanto a Fazio, “mi sembra che voglia ricostruire un po’ il pantheon italiano, prima Morricone, poi Bocelli, poi Camilleri. Il programma, però”, ha argomentato il consigliere di Viale Mazzini, “risente delle partite perché non ha uno storytelling forte ed è chiaro, quindi, che se c’è una partita come Inter-Milan. Io lo confesso ho visto Inter-Milan”. “Oggi lo spettatore di fronte alla liquidità dell’offerta vuole cose dove ci sia un forte racconto”. “Crollano i talk perché i partiti si somigliano troppo: differenziatevi, se c’è un discorso unico non c’è più storia. Se tutti i partiti sono uguali è una noia mortale”, ha concluso.