20 ottobre 2017 | 11:24

Google tira le somme sui primi risultati di Amp. A due anni dal lancio pubblicati più di 4 miliardi di pagine, dice Besbris. Traffico aumentato del 10% e raddoppiato il tempo speso dagli utenti sulle pagine

Sabrina Provenzani – A ottobre 2015 Google presentò il progetto open-source (con codice aperto) Accelerated Mobile Pages, nato per aumentare la velocità di caricamento delle pagine web nella visualizzazione da dispositivi mobili. Sviluppata in collaborazione con i partner della European Digital News Initiative, editori e società tecnologiche in tutto il mondo, l’iniziativa vuole risolvere il problema del bounce rate, cioè l’abbandono da parte dell’utente di una pagina con tempi di caricamento troppo lunghi.

Dopo due anni, Google fa un bilancio dei risultati con un rapporto commissionato all’agenzia londinese Forrester Consulting. Il documento verrà pubblicato interamente nelle prossime settimane, ma intanto David Besbris, VP Google Search e Project Lead di AMP, ha reso noti i dati più rilevanti. “In due anni abbiamo visto il progetto crescere da un pugno di partner a oltre 25 milioni di domini, che hanno pubblicato più di 4 miliardi di pagine in AMP”. “È cresciuta anche la loro velocità, con il tempo medio di caricamento di una pagina in AMP da Google Search inferiore a mezzo secondo”.

David Besbris, VP Google Search e Project Lead di AMP,

Maggiore velocità che si riflette in maggior engagement del lettore, e di conseguenze in maggiori guadagni pubblicitari. “Abbiamo verificato che AMP porta a un aumento del 10% nel traffico online con un raddoppio del tempo speso sulla pagina. Per i siti di e-commerce, questo si traduce in un aumento del 20% nelle vendite rispetto ai siti che non adottano le AMP”.

AMP è open-source: il codice per la creazione di una pagina è aperto a chiunque. Per facilitarne l’uso, Google ha messo a punto una serie di strumenti fra cui la piattaforma AMP Start, che mette a disposizione template e componenti già pronti per l’implementazione ad uso di siti di commercio elettronico, piccole imprese, magazine digitali.