20 ottobre 2017 | 16:59

Dalla presenza in regia, alle rappresentazioni femminili nelle serie. Il ruolo della donna nel mondo dell’entertainment tra i dibattiti del secondo giorno al Mia

Su 72 show americani della stagione 2016-17, i registi uomini sono stati il 90,7%, gli autori il 95%, gli showrunners l’83% con percentuali residuali per le donne. Basterebbero questi dati, estrapolati da uno studio della USC Annenberg School for communication and journalism di Los Angeles, per rappresentare l’emergenza di genere nell’industria dell’audiovisivo, al centro dell’incontro ‘Powerful Women in Global Entertainment’ che si è svolto durante la seconda giornata di lavori del Mia – Mercato Internazionale Audiovisivo in programma a Roma fino a l 23 ottobre.

Dati alla mano, sono ancora in minoranza (42%) le serie tv prodotte in Usa tra il 2016 e il 2017 che contengono personaggi femminili o hanno ruoli femminili da protagoniste, percentuale che si abbassa leggermente nelle serie destinate ad un pubblico adulto (18-49 anni). Malgrado le donne siano sempre più presenti ai vertici nell’industria dell’intrattenimento, secondo uno studio del ‘Center for the Study of Women in Television & Film’ di San Diego, il 68% dei programmi televisivi americani sono composti da un cast più maschile che femminile mentre dietro la telecamera, nei ruoli di creatore, regista, autore, produttore ed editor le donne rappresentano solo il 28% (+2 rispetto all’anno scorso).

Le protagoniste del dibattito

Per quanto riguarda invece il contesto europeo, l’European Women’s Audiovisual Network nel rapporto ‘Where are the women directors?’ ha evidenziato la significativa sotto-rappresentazione di registi femminili in tutti livelli dell’industria. Secondo lo studio, solo un film su quattro è diretto da una donna.

All’incontro hanno partecipato anche Katie O’Connell Marsh, produttrice esecutiva di ‘Narcos’ e ‘Hannibal’, Kate Crowe, produttrice di ‘Misfits’ e ‘Taboo’, Rola Bauer (Studio Canal), Helen Gregory, produttore esecutivo di ‘The Catch’ e ‘No Angels’ e Eleonora Andreatta, direttrice di Rai Fiction che ha ricordato di essere stata la prima responsabile del settore in Italia: “Il mio lavoro è stato lavorare tanto sulla realtà, prima c’erano molti melodrammi e commedie ma pochissime serie parlavano di realtà. In Italia il personaggio predominante è sempre stato l’uomo, e c’erano pochissime donne rappresentate, la maggior parte erano madri o protagoniste di storie d’amore”. “Abbiamo presentato la varietà di ruoli che una donna può avere oggi”, ha sottolineato, accennando anche a cambiamenti nella rappresentazione fisica. “Negli anni 80 erano belle e giovani e apprezzate dagli uomini, secondo criteri omologati”. “noi vogliamo rappresentare un altro tipo di bellezza, che metta in luce il temperamento e il carattere delle donne”. E ha annunciato un progetto con una ragazza che si candida per la presidenza del Consiglio.