23 ottobre 2017 | 16:49

“Dal mercato chiari segni del finire della crisi, la pubblicità Mediaset un po’ meglio del mercato”, dice Adreani (Mediaset) all’evento Iulm ‘Emozioni on demand’. Martusciello (Agcom): i broadcaster devono adeguare i modelli di business alle nuove fruizioni

Roberto Borghi – “La crisi globale sta finendo e si avvertono chiari segnali di ripresa. Anche le più recenti previsioni per il 2018 sono migliori di quelle fatte in passato”, Giuliano Adreani, numero uno di Publitalia è fiducioso sul momento che sta passando la pubblicità televisiva e Mediaset in particolare: “cresciamo un po’ più del mercato e negli ultimi tre mesi dell’anno ci aspettiamo di recuperare quanto è mancato finora”.

Adreani a parlato a margine del convegno allo Iulm di Milano ‘Emozioni On Demand. Analisi dell’efficacia di nuove piattaforme per la fruizione di contenuti video e multimediali’ che si è focalizzato sugli studi di neuromarketing, ossia sull’applicazione delle neuroscienze per la comprensione dei comportamenti del cliente-fruitore di contenuti video on demand.

Vincenzo Russo e Giulia Songa

Vincenzo Russo e Giulia Songa

All’incontro moderato da Paolo Liguori hanno partecipato Fedele Confalonieri, Antonio Martusciello, Franco Siddi, Vincenzo Russo e Giulia Songa, Pier Paolo Cervi, Antonella Di Lazzaro, Luca Nicoli, Paola Colombo ed Emilio Pucci.

Antonio Martusciello

Antonio Martusciello

 Antonio Martusciello,  Commissario Agcom.
Le piattaforme online stanno modificando gli assetti competitivi del settore dei media. È dunque necessario da parte di tutti gli stakeholder, sia sul versante della policy che su quello del mercato, trovare delle leve per governare questo cambiamento, ha detto Martusciello che si rivolge prima di tutto al servizio pubblico intravedendo in questo un probabile antagonista dei grandi competitori OTT. “Dovrebbe operare sull’onda dell’innovazione, riuscendo a essere motore nella diffusione delle nuove tecnologie. Spesso – ha rilevato Martusciello – i nuovi prodotti richiedono, per essere lanciati con successo, investimenti importanti sul versante dell’offerta, con ritorni economici che possono essere non immediati. Il servizio pubblico può avere un ruolo in questo senso, non solo nella TV connessa, ma anche in altri campi come quello del DAB”. Richiamando l’approccio soft adottato dalla Commissione europea verso le piattaforme online, Martusciello sottolinea “come ciò possa costituire, se adeguatamente sfruttato, una opportunità di business anche per quei broadcaster tradizionali che stanno sviluppando la distribuzione dei contenuti su piattaforme innovative”. Per il Commissario inoltre “è necessario adeguare i modelli di business alla nuova realtà della distribuzione dei contenuti via Internet creando un forte engagement da parte dei consumatori”. La tecnologia intrinseca della piattaforma, che deve mirare a una interfaccia user friendly, la velocità delle reti di comunicazione elettronica, l’offerta di contenuti di qualità, le tecniche innovative di marketing che devono essere adeguate all’ecosistema digitale e connesso, nonché orientate ai social media.

Pier Paolo Cervi ed Emilio Pucci

Pier Paolo Cervi ed Emilio Pucci

Pier Paolo Cervi, direttore business digital Mediaset
I broadcaster devono colmare il gap che li separa dalle piattaforme native digitali. Il prossimo anno Mediaset lancierà una piattaforma di distribuzione di video on demand e streaming realizzata tenendo conto i criteri di customer experience che mettono al centro l’utente.

Luca Nicoli e Antonella Di Lazzaro

Luca Nicoli e Antonella Di Lazzaro

Luca Nicoli, digital senior director Discovery Southern Europe
Se fatta a posteriori l’analisi cognitiva dei comportamenti di fruizione serve a poco. I test vanno fatti partendo da due o più modelli messi a confronto per capire come le persone preferiscono comportarsi. Dobbiamo pensare come pensano i grandi player Ott tipo Netflix.

Emilio Pucci,  direttore e-Media Research
I broadcaster quando preparano delle piattaforme digitali su cui distribuiscono contenuti devono agire secondo la logica degli Ott digitali che puntano tutto sulla semplificazione dell’accesso, del controllo e della selezione dei contenuti. La sfida per i broadcaster che devono hanno contenuti lineari che devono offrire in modalità non lineare è essere al contempo ricchi di contenuti e semplici nella proposte e fruizione. E’ necessario un lavoro di ibridazione degli ambienti.

Fedele Confalonieri e Paolo Liguori

Fedele Confalonieri e Paolo Liguori