24 ottobre 2017 | 13:05

Dal 2010 il fatturato della Juventus è cresciuto del 98%, dice il presidente del club Andrea Agnelli. La divisione dei diritti tv? Il 20% dovrebbe andare a chi gioca nelle competizioni internazionali

“C’è un 20% della quota dei diritti tv italiani che necessita di ridistribuzione e solo dalla parte internazionale e dal loro successo può nascere il rilancio del calcio italiano”. A dirlo il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, parlando della proposta del Ministro dello Sport, Lotti, di ridistribuzione dei diritti tv per il calcio italiano, durante l’assemblea degli azionisti del club.

“Il piano economico dei prossimi mesi ci dirà che ambizione potremo avere”, ha affermato Agnelli. “In questo momento in Serie A non abbiamo una visione di quelli che sono i ricavi derivanti dai diritti televisivi, visto che il bando nazionale è stato ritirato. Dobbiamo quindi rimanere in attesa dell’esito della ridistribuzione, nel Dpef è stata avanzata la riforma della legge Melandri che rivisita alcuni parametri, modificabili fino al 22 dicembre”.  “I dialoghi con Lotti”, ha aggiunto il numero uno bianconero, “sono stati incoraggianti da un certo punto di vista: ferma è l’intenzione da parte sua di alzare la distribuzione in parti uguali dal 40% al 50%, ma il 20% andrebbe destinato a chi è impegnato nelle competizioni internazionali”.

Andrea Agnelli (foto Olycom)

Parlando nello specifino dei conti registrati dal club, Agnelli, senza nascondere un certo orgoglio, ha sottolineato che “il fatturato di quest’anno, escludendo i trasferimenti, ha visto un ulteriore +20%, arrivando a 411 milioni”. “Abbiamo segnato un utile storico, 42,6 milioni”, accennando poi al fatto che con l’introduzione del nuovo logo dal 1 luglio scorso, “il licensing ha fatto registrare un aumento del 35% rispetto all’esercizio precedente”. “Il focus per la Juventus è sempre stato, è e resterà il calcio giocato, ma per sviluppare la parte sportiva è altrettanto importante quello che avviene fuori dal campo”.

Agnelli non ha nascosto che la strada per raggiungere i primi club europei per fatturato è ancora lunga. “In sei anni, dal 2010 al 2016 – ha ricordato – il nostro fatturato è passato da 172 a 341 milioni di euro, con un incremento del 98%. Siamo al decimo posto, se dovessimo mantenere lo stesso tasso di crescita nel 2022 arriveremmo a 689 milioni: ne saremmo tutti molto orgogliosi, ma il risultato ci posizionerebbe al secondo posto nella classifica del 2016. La Juve vuole crescere ancora, ma dobbiamo essere consapevoli che i nostri competitor corrono veloci”.