25 ottobre 2017 | 17:13

Twitter punta alla trasparenza sugli annunci pubblicitari, con più informazioni per gli utenti e diciture speciali per identificare i post promozionali politici

Più trasparenza sugli annunci pubblicitari, in particolare quelli politici. In pieno dibattito sul Russiagate, Twitter “dalle prossime settimane” e a partire dagli Usa, darà il via a un ‘advertising transparency center’ che offrirà più chiarezza agli utenti sugli inserzionisti che investono sulla piattaforma, con dettagli sugli annunci e la possibilità da parte degli utenti di inviare un loro parere al social network.

L’attenzione è rivolta in modo particolare agli annunci politici, cioè quelli che “si riferiscono a un candidato”. “Per chiarire quando un utente vede o interagisce con un annuncio elettorale”, ha spiegato la compagnia in un post ufficiale, “richiederemo che gli inserzionisti elettorali identifichino le loro campagne come tali”. “Modificheremo anche l’aspetto di questi annunci, includendo un indicatore visivo di un annuncio politico”.

(Un esempio di post legati ad account politici ripreso dal blog di Twitter)

Nel ‘transparency center’ ci sarà poi una sezione speciale per questo genere di contenuti, con inclusi tutti gli annunci politici attivi in un dato momento su Twitter, la pubblicazione della spesa totale della campagna pubblicitaria e anche l’identità dell’organizzazione che finanzia la campagna.

La piattaforma ha spiegato inoltre che sta aggiornando le norme per le inserzioni elettorali, “includendo requisiti più severi su chi può fornire questi annunci e introducendo sanzioni più forti per gli inserzionisti che violano le norme”. Dopo l’America, la novità sarà estesa in tutto il mondo, “condividendo i progressi lungo il percorso, pubblicamente”.

Nelle scorse settimane dirigenti di Twitter, così come quelli di Facebook e Alphabet, sono stati infatti invitati a testimoniare sul Russiagate al Congresso degli Stati Uniti. Twitter ha reso noto di aver identificato e sospeso circa 200 account legati alle stesse organizzazioni russe che hanno acquistato annunci pubblicitari su Facebook con l’obiettivo di condizionare la campagna elettorale dello scorso anno.