25 ottobre 2017 | 17:56

Nei nove mesi del 2017 Gedi registra ricavi consolidati in aumento del 3,7%. Positiva la raccolta pubblicitaria del gruppo per radio (+2,8%) e internet (+1,6%). Calo per la stampa (-8,3%)

Gedi Gruppo Editoriale ha chiuso i primi nove mesi dell’anno con un margine operativo lordo (Ebitda) a 34,1 milioni, in linea con il 2016, e ricavi consolidati in crescita del 3,7% a 440 milioni. Lo si legge in una nota della società, al termine del cda, presieduto da Marco DeBenedetti,

nella quale si specifica che, tra i primi nove mesi del 2017 ed il corrispondente periodo del 2016, sussiste una differenza significativa di perimetro “dovuta al deconsolidamento di 5 testate nel corso dell’ultimo trimestre del 2016 e al consolidamento del Gruppo ITEDI dal 1° luglio 2017, rendendo il confronto tra i due periodi “non completamente rappresentativo dell’andamento della gestione”.

Nella foto Monica Mondardini e Marco De Benedetti, amministratore delegato e presidente di Gedi

I risultati consolidati al 30 settembre, precisa la nota, recepiscono il “significativo onere fiscale di natura straordinaria derivante dalla definizione di un contenzioso relativo a fatti risalenti al 1991″. “La perdita derivante dal contenzioso registrata al 30 settembre 2017 ammonta a 154,5 milioni e trova integrale copertura nelle riserve disponibili di patrimonio netto”, senza intaccare il capitale sociale.

Per quanto riguarda i conti dei primi nove mesi, il risultato operativo consolidato è pari a 22,7 milioni, in linea con lo stesso periodo del 2016. I ricavi diffusionali, pari a 145 milioni, sono scesi del 5,6% rispetto allo stesso periodo del 2016 (-6,3% a pari perimetro); quelli pubblicitari sono cresciuti dell’11% rispetto al corrispondente periodo del 2016. La crescita a perimetro omogeneo è stata del 6,0%, con una flessione del 4,5% sui mezzi del Gruppo ed un incremento significativo delle concessioni di terzi, grazie alle nuove concessioni di Radio Italia e delle testate La Stampa e il Secolo XIX per la pubblicità nazionale dei primi sei mesi dell’anno.

Con riferimento ai mezzi del Gruppo, la raccolta su radio è cresciuta del 2,8% confermando l’evoluzione positiva del precedente esercizio, quella su internet ha mostrato una leggera crescita (+1,6%) con un andamento migliore di quello sul mercato (-1%), quella su stampa ha registrato un “calo significativo” (-8,3%) “penalizzata – spiega la nota – dall’andamento negativo della raccolta del settore quotidiani”. La posizione finanziaria netta a fine settembre è positiva per 40,5 milioni ed in miglioramento rispetto a fine 2016 (31,7 milioni). Per quanto riguarda solo il terzo trimestre, i risultati sono “in forte miglioramento grazie all’integrazione con Itedi”, evidenzia la nota: i ricavi crescono del 16,2% e l’Ebitda sale del 27%.

L’onere fiscale complessivo è ammontato a 160,1 milioni a causa dell’onere fiscale straordinario sostenuto per la definizione del contenzioso. Il risultato netto consolidato, per effetto di questo onere fiscale, registra una perdita di 143,9 milioni, a fronte di un utile di 11,5 milioni nei primi nove mesi del 2016 a perimetro omogeneo.

Secondo il management, sulle prospettive per il 2017, “sulla base degli andamenti registrati nei primi nove mesi, non si intravedono miglioramenti dei trend negativi che hanno interessato il settore della stampa quotidiana e periodica ormai da anni, mentre si consolida l’evoluzione positiva della radio. In tale contesto – spiega la nota – il Gruppo continua ad impegnarsi in particolare nel settore radiofonico, nello sviluppo delle attività digitali, in cui è leader, e nel contenimento dei costi, potendosi ritenere che, in assenza di eventi allo stato imprevedibili, il Gruppo registrerà a fine anno, senza considerare l’impatto della definizione del contenzioso fiscale, un risultato positivo e l’integrazione con Itedi aprirà nuove opportunità”.

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