03 novembre 2017 | 13:54

“Preferivo morire scattando piuttosto che non fare nemmeno una foto”, dice Burhan Ozblici, vincitore del ‘World Press Photo of the Year 2017′. Il suo scatto in mostra a Torino insieme alle altre immagini premiate dal concorso

“Questa non è una bella foto. È iconica, è storica, ma a me non piace”. A dirlo alla ‘Stampa’, Burhan Ozblici, autore dello scatto che ha immortalato l’assassinio dell’ambasciatore russo ad Ankara il 19 dicembre scorso, parla così dell’immagine che gli è valsa la vittoria assoluta del ‘World Press Photo of the Year 2017′, il premio nato ad Amsterdam nel 1955 per tutelare la libertà di informazione e promuovere il foto-giornalismo di qualità.

Burhan Ozblici

“Sentivo dentro di me che avrei dovuto fare qualsiasi cosa per raccontare questa storia, per fotografarla fino alla fine”, ha detto ancora il fotografo, in Associates Press dagli anni ’80, che nella sua carriera ha seguito storie che riguardano non solo la sua Turchia, ma anche la Siria, il Qatar, l’Egitto e la Libia e l’Arabia Saudita. “Preferivo morire scattando che sopravvivere senza fare nemmeno una foto”.

Lo scatto con l’assassinio di Andrei Karlov, ambasciatore russo in Turchia (AP Photo/Burhan Ozbilici)

Lo scatto sarà in mostra a Torino, al Mastio della Cittadella, dal 3 fino al 26 novembre, insieme alle altre foto vincitrici di tutte le categorie premiate dal riconoscimento (contemporary issues, environment, general news, long-term projects, nature, people, sports, spot news). Arrivati nel capoluogo grazie all’impegno e all’organizzazione barese di Cime, al sostegno del brand Lancia Ypsilon del Gruppo FCA e con il patrocinio del Comune di Torino e Regione Piemonte, sono in tutto 150 gli scatti in esposizione, scelti e premiati dalla giuria internazionale, presieduta da Stuart Franklim, tra le oltre 80mila immagini in gara.

Tra gli eventi in programma a contorno della mostra anche una chiacchiera in programma per domani, 4 novembre, con lo stesso Ozblici sul tema giornalismo e libertà di informazione, potere dell’immagine e verità.