03 novembre 2017 | 17:51

La Rai sede naturale per il confronto tra Renzi e Di Maio, scrivono i consiglieri di Viale Mazzini a Fico. La tv pubblica garante di autorevolezza, trasparenza e qualità della copertura

“Non può che essere la Rai la sede naturale del confronto tra Luigi Di Maio e Matteo Renzi. Così come di tutti i confronti che dovrebbero riguardare i leader delle altre forze politiche in occasione della prossima campagna elettorale”. Lo scrivono in una lettera al presidente della Vigilanza, Roberto Fico, i consiglieri Rai Guelfi, Borioni, Siddi, Diaconale, Freccero e Mazzuca, intervenendo sul tema del confronto tra il segretario Pd e il candidato premier M5S che ha acceso l’interesse di diverse reti e trasmissioni.

”Un confronto politico di evidente interesse, che di fatto apre una fase elettorale attesa e delicata, non può muovere da una discriminazione preconcetta di una parte politica sull’emittente pubblica, sulla Rai”, scrivono i consiglieri, sottolineando come “per la missione, per la funzione, per i risultati, per la facilità d’accesso, per la modalità d’uso, la televisione pubblica è garante di autorevolezza, trasparenza e qualità della copertura”.

Nella foto Matteo Renzi e Luigi Di Maio

”Nè può essere usato come favore commerciale ad una rete concorrente capace di risultati davvero lontani a discapito del valore di servizio”.

“Sono motivi semplici, diretti che rivolgiamo a lei, Presidente Roberto Fico, e ci auguriamo voglia intervenire per il ripristino di condizioni di tutela del servizio pubblico per il quale, solo pochi giorni fa ci siamo riuniti a misurarne l’efficacia e i risultati del primo semestre”.

“La messa a disposizione del “confronto” del Tg1, così come i confronti successivi, nell’orario di maggior ascolto”, concludono, “ci pare un atto dovuto nello spirito del Contratto di servizio e nel rispetto del compito che i cittadini ci affidano giorno dietro giorno, non da ora, da diversi decenni, con l’alternarsi di fasi politiche che in comune avevano il rispetto dei ruoli e della cosa pubblica”.