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03 novembre 2017 | 19:18

Nuovi Cda e statuto per l’Università IULM di Milano

Insediatosi il 3 novembre, il nuovo CdA dell’Università IULM di Milano è composto dal Rettore Mario Negri, dal prorettore vicario Gianni Canova, dal rappresentante dei Presidi Luca Pellegrini, da tre membri designati dall’ente fondatore “Scuola Superiore per Interpreti e Traduttori” nelle persone di Giovanni Puglisi, Paolo Proietti e Salvatore Carrubba, dal membro designato dal Ministero degli Affari Esteri Simon Carta e da Paolo Del Debbio quale membro designato da MondoIULM, associazione di imprenditori, enti e imprese legati all’Università IULM da finanziamenti, attività di stage, placement e iniziative di internazionalizzazione. La composizione del CdA, spiega una nota, verrà poi completata con l’aggiunta di un membro scelto dal Senato Accademico fra i Direttori di Dipartimento e da un esponente di chiara fama proveniente dal mondo della cultura, comunicazione e media, designato dallo stesso Senato.

Il nuovo statuto, prosegue la nota, trasferisce al Rettore e al Direttore Generale molte delle deleghe e delle prerogative che in precedenza erano in capo al Presidente del CdA. In questa prospettiva, nel quadro di un complessivo riequilibrio dei poteri, il CdA ha inserito nel nuovo statuto la norma per cui il Presidente deve essere scelto fra i tre membri designati dall’Ente Fondatore e ha eletto alla Presidenza Giovanni Puglisi, già Rettore dell’Ateneo fino al 31 ottobre 2015. Il CdA ha altresì designato alla carica di Direttore Generale per il triennio 2017/18-2019/20 Raffaella Quadri.

Il riassetto, conclude la nota, apre una nuova stagione nella vita dell’Università e mira a rilanciare – anche grazie all’ingresso di nuovi players nel CdA – quel ruolo di eccellenza nel campo della formazione legata ai mestieri e alle professioni della comunicazione. Anche quest’anno, ricorda l’Università IULM, le iscrizioni si sono chiuse facendo segnare per il quarto anno consecutivo un incremento a due cifre del numero di immatricolati, mentre il placement dei laureati si mantiene di circa 20 punti superiore alla media nazionale, smentendo con i fatti il luogo comune circa una presunta scarsa vendibilità sul mercato del lavoro dei corsi di laurea in Comunicazione.