06 novembre 2017 | 10:36

A Lisbona il Web Summit. Start up a confronto con investitori. Tremila giornalisti accreditati

di Giulia Eremita – Sessantamila partecipanti di 160 Paesi, di cui il 68% classificati come Senior manager (alti dirigenti di società), tremila giornalisti accreditati tra media e new media (dal New York Times, al Wall Street Journal, dal Washington Post al Guardian, Financial Times a Forbes, da Vogue al Time, e come tv CNN, Fox, CNBC, BBC) ,1.200 speaker che prendono parte a 25 conferenze-dibattiti-focus che si svolgono in contemporanea su 9 palchi dell’Altice Arena. Questi alcuni dei numeri del Web Summit 2017 che si apre oggi a Lisbona, con l’Opening night di saluti. Per quattro giorni (si chiude il 9 novembre) la capitale del Portogallo diventa la grande piazza tecnologica in Europa, con un confronto a tutto campo sul mondo digitale e i suoi protagonisti: centinaia di start up provenienti da tutto il mondo che presenteranno la propria idea di business davanti a 1.500 venture capitalist ed imprenditori tra i più importanti al mondo, che potrebbero decidere di finanziare l’idea.

Originariamente nato a Dublino nel 2009, il Web summit è al suo secondo anno nella città portoghese. L’obiettivo è quello di mettere in contatto la comunità degli amanti della tecnologia con le aziende, vecchie e nuove. Tra gli speaker di quest’anno ci sono Brian Krzanich CEO Intel; Sean Rad, Co-Founder & Chairman Tinder; Al Gore, già candidato alla presidenza Usa e Chairman Generation Investment Management; Steve Huffman CEO Reddit; Francois Holland, ex presidente della Francia; Amit Singh VP Business & Ops VR Google; Diego Piacentini, commissario per il digitale del Governo italiano. Tra gli speaker c’è anche il prof. Einstein Robot, della Hanson Robotics di Hong Kong. L’edizione di quest’anno sarà per la prima volta a neutralità climatica: per compensare le emissioni di anidride carbonica generate durante la manifestazione verranno piantati 95 mila pini.
Tra i temi al centro del confronto ci sono “Quanto costa la libertà nell’informazione online” (The cost of freedom of information online) , “come restare autorevoli nell’economia dell’attenzione” (Keeping a legacy alive); “indipendenza ed etica della professione nell’era della stampa digitale” (Media under fire); “come trovare la verità nel caos” (reporting truth in the chaos); “Viralità e voracità: le sfide più grandi dei media oggi” (Virality and Veracity: Media’s greatest challenges); “Come riconoscere le notizie false” (How do we move on from fake news?); “Come monetizzare i contenuti online” (Breaking through the online noise: A roadmap to success).