07 novembre 2017 | 9:38

“Non possiamo pretendere informazione di qualità da chi viene pagato 10 euro a pezzo e senza contratto”. La presidente della Camera riceve una delegazione di giornalisti. “In nessun altro Paese lo sfruttamento che c’è in Italia”

“La professione giornalistica si sta giocando il proprio futuro: o saprà essere autorevole, e saprà investire sulla forza umana e sulla forza lavoro, o sarà la fine e le persone non si fideranno più di nessuno”. Così la presidente della Camera, Laura Boldrini, che ha ricevuto a Montecitorio una delegazione di giornalisti composta da rappresentanti della Federazione nazionale della stampa italiana, delle associazioni Articolo21 e Giulia Giornaliste e della sala stampa del Sacro Convento di Assisi.

Tra i temi al centro dell’incontro: la proposta di riforma della intercettazioni, la qualità dell’informazione, la lotta al precariato nel settore giornalistico, le fake news, i linguaggi d’odio, la violenza sulle donne.

“L’unica speranza per il mondo dell’informazione è fare un giornalismo di qualità”, ha detto Boldrini, “ma per fare questo è necessario che i giornalisti siano ben pagati. Non puoi pretendere indipendenza e qualità da chi è pagato 10 euro a pezzo e per poter avere uno stipendio deve far un gran numero di articoli, per di più senza la tutela di un contratto”.

Laura Boldrini (foto Olycom)

“Se si danno fondi pubblici all’editoria, gli editori dovrebbero usare queste risorse per diminuire il precariato, che invece sta aumentando e di conseguenza diminuisce la qualità dell’informazione. Lo sfruttamento che c’è nei giornali italiani – ha concluso – non esiste in nessun altro Paese. Se i giornalisti non sono ben pagati e garantiti a rimetterci è il diritto dei cittadini ad essere correttamente informati e, in ultima analisi, la democrazia stessa”.