08 novembre 2017 | 16:22

Fnsi contro il titolo di Libero su Renzi: non è giornalismo, né diritto di critica ma istigazione alla violenza. La replica di Feltri: è una metafora, analfabeta chi legge minacce

“Il titolo del quotidiano Libero su Matteo Renzi è istigazione alla violenza e incitamento all’odio”. Lo afferma, in una nota, la Federazione nazionale della stampa italiana, commentando l’apertura del giornale diretto da Feltri, che, commentando le tensioni interne alla sinistra, titola “Per stendere Renzi bisogna sparargli”.

“Non ha niente a che vedere con il giornalismo né può rappresentare esercizio del diritto di critica, sempre legittimo e insopprimibile, ma nel rispetto della dignità delle persone”, spiega il sindacato dei giornalisti, esprimendo la propria solidarietà “al segretario del Pd, così come ad ogni altra persona colpita da parole trasformate in pietre”.

Critiche al quotidiano sono arrivate anche dal neopresidente Carlo Verna che sul suo profilo Twitter ha parlato di un “linguaggio irresponsabile”, definendo parte lesa non solo il segretario del Pd, “ma anche i giornalisti consapevoli della loro funzione sociale” e anticipando la sua intenzione di fare un esposto disciplinare “a tutela dei colleghi”, indipendentemente dalle iniziative del diretto interessato.

“Ho scelto una metafora di uso comune: attribuire al mio titolo il valore di una minaccia significa essere analfabeti”, la replica di Vittorio Feltri. “in un articolo non c’è solo il titolo: chi vuole capire meglio, legga il testo”, ha detto all’Ansa, ribadendo: “basta leggere il titolo per intero e i primi tre capoversi del pezzo per capire che Renzi è vittima del fuoco amico: ‘Nel Pd goffi tentativi per liberarsene’, è la sinistra che gli spara”.

Vittorio Feltri (Olycom)

“Anche nel calcio, per esempio, si usa dire di frequente che per stendere un attaccante bisogna sparargli”, ha insistito Feltri. “Non mi aspettavo un’ondata di stupidità così clamorosa. Piuttosto temevo di scontentare i nostri lettori anti-renziani”, ha aggiunto poi il giornalista, riservando per sè una risposta sul numero di domani di Libero. “Con una polemica del genere una presa di posizione dobbiamo per forza stamparla”, ha concluso.

Anche il direttore del quotidiano Pietro Senaldi ha detto la sua sulle polemiche scatenate dal titolo. “Il mondo è pieno di scemi”, ha esordito in un video-editoriale sul sito del quotidiano. “Siamo stati criticati da mezzo mondo politico, ma è evidente che non abbiamo nessuna voglia di sparare a Renzi. Non abbiamo invitato a sparargli quando era premier, volete che lo facciamo adesso che è arrivato terzo su tre? Mi sembra improbabile. E poi c’è già la sinistra che gli spara, non c’è bisogno di noi”.

Per Senaldi, quel titolo “è evidente che è un modo di dire. Dopo i due gol di Icardi nel derby, i telecronisti hanno detto che per fermare Icardi bisogna sparagli, ma nessuno ha pensato che fosse un complotto di Juve e Napoli”. “Il mio timore”, ha sottolineato ancora il direttore di Libero, “era che il titolo fosse addirittura encomiastico nei confronti di Renzi: quando dici che bisogna sparare a qualcuno per fermarlo, gli dai dell’inarrendevole, del duro, del tosto pazzesco”.

“Prima di criticare un giornale, per favore, bisogna leggerne i pezzi e imparare l’italiano: lo dico anche alle più alte cariche istituzionali. I politici non sanno più cosa dire: gli argomenti glieli diciamo noi e dicono banalità, come non bisogna ammazzare, drogarsi, abusare delle donne”. “Sono tutte cazzate”, ha poi concluso. “pensassero a fare il loro lavoro”.