09 novembre 2017 | 17:55

Massimo Giletti riparte da La7 con ‘Non è l’Arena’: racconto il Paese in modo diverso da Fazio. Cacciato dalla Rai per la tendenza a normalizzare l’informazione

Natalia Lombardo – Ricomincia dalla parte del toro, Massimo Giletti. Il giornalista che ha “sbattuto la porta alla Rai”, non senza dolore, da domenica 12 novembre alle 20.30 sarà su La7 con ‘Non l’Arena’. Un programma di inchieste ‘live’ su temi sociali, di attualità e non solo, con reportage filmati e testimonianze. Ci sarà anche un “colpo di teatro” d’esordio, con un “regalo che mi farà Fiorello una tantum” o di persona o in video. E si parlerà anche delle denunce delle donne, a partire da quella di Asia Argento su Weinstein. Colonna immancabile del programma, Klaus Davi. Il tutto girato in un grande studios nella ex De Paolis e prodotto da FremantleMedia Italia.

Già solo il nome della trasmissione è una sfida, visto che andrà in onda contrapponendosi a Fabio Fazio su RaiUno. Ma lo stesso Giletti esclude una corsa sul filo dell’audience, anche se ‘Che Tempo che fa’ non ha ascolti eclatanti (circa il 14% la domenica e l’8% il lunedì). “Non posso andare contro Fazio, ho un budget che è un quinto del suo programma. Di solito le battaglie si fanno ad armi pari. Ho rispetto per Fazio, io ho un altro modo di raccontare il Paese reale”, ha detto Giletti.

 

Nella prima puntata sarà raccontato lo “scoop” che ha portato all’arresto di Giancarlo Tulliani a Dubai (il cognato di Fini era andato alla polizia degli Emirati per denunciare la presenza del giornalista di ‘Non è l’Arena’, Daniele Bonistalli, e invece è stato arrestato). Con una intervista al faccendiere Valter Lavitola.

Giletti si è sentito cacciato dalla Rai per una tendenza alla “normalizzazione della domenica, una normalizzazione dell’informazione”, dopo che il direttore generale Mario Orfeo ha deciso di togliere ‘L’Arena’ domenicale proponendogli dodici prime serate di varietà il sabato sera. Ma il giornalista, che fa valere i suoi “4 milioni di cittadini che mi ascoltavano e ai quali la tv pubblica deve una risposta, facevo il 21,2% dalle 14 alle 16″, ha rifiutato, per una questione di “dignità”.

In questo si accomuna a Milena Gabanelli, e quindi “non si può proporre di fare solo varietà ad uno che fa 4 milioni di pomeriggio con l’informazione”. Convinto di aver “dato fastidio” per le sue inchieste in un mondo in cui “le mafie non sono solo in Sicilia ma anche nel Palazzo, come dice il procuratore Pignatone”, a La7 potrà sentirsi più libero, anche se lascia capire che no ci sono politici disposti a farsi intervistare.

“Pressioni? No… verso di me solo passione e amore…”, ha scherzato. Ma, parlando del suo addio traumatico alla Rai, si è commosso, puntando il dito sul dg Orfeo. Rispondendo a una domanda, Giletti ha escluso che sia stato un “veto” di Fazio sulla sua presenza domenicale: “sarebbe folle dire che Fazio ha voluto la testa di Giletti”, ma non nasconde che “la Rai ha investito molto su Fazio e ha svuotato RaiTre”. A Domenica In ora c’è il duo delle sorelle Parodi: nulla da dire, per il conduttore, se non una battuta sarcastica “il problema è fare polpette e frittelle al posto dell’informazione”, e i risultati “si commentano da soli”.

Alla presentazione al Maxxi di Roma erano presenti anche l’amministratore delegato de La7, Marco Ghigliani e Andrea Salerno, direttore della rete, uscito anche lui dalla Rai.

La rete di Urbano Cairo punta ad essere ancora di più rete dell’informazione e ora prova ad accendere la domenica. Il programma era previsto il mercoledì ma la Rai ha contrapposto Montalbano, ha spiegato il direttore de La7, Andrea Salerno che sugli ascolti non fa previsioni, pur sperando di richiamare il pubblico del conduttore. E sta cercando di attrarre a La7 anche Milena Gabanelli (e di convincere Corrado Guzzanti) ma “fino al 15 novembre ha il contratto con la Rai, poi si vedrà”, nessun contatto formale, ma informali sì.