10 novembre 2017 | 10:30

A Moncler il Premio EY L’Imprenditore dell’anno. Iacovone: il tessuto imprenditoriale italiano è sano e capace di innovazione. Un’azienda su due vede una crescita tra il 6 e il 10% nel 2018 (INFOGRAFICA)

Un’azienda familiare su due (il 52%) vede una crescita tra il 6 e il 10% nel corso del prossimo anno. È quanto emerge dall’indagine EY Growth Barometer che esplora le previsioni di crescita nel settore medio-alto del mercato italiano. Un’analisi che, a livello globale, ha coinvolto 2.340 top manager di aziende in 30 Paesi con ricavi compresi tra 1 milione e 3 miliardi di dollari e una selezione di società in rapida crescita con meno di cinque anni di vita e che è stata presentata in occasione della XXI edizione del Premio EY L’Imprenditore dell’anno 2017.

Remo Ruffini (Moncler) è stato il vincitore nazionale mentre per le singole categorie ecco a chi sono andati i riconoscimenti:

- Nicola Giorgio Pino (Gruppo Proma) – Categoria Industrial Products
- Daniele Ferrero (Venchi) – Categoria Food & Beverage
- Giovanna Furlanetto (Furla) – Categoria Fashion & Design
- Romano Minozzi e Federica Minozzi (Iris Ceramica Group) – Categoria Innovazione
- Franco Stefani (Gruppo System) – Categoria Digital Transformation
- Marco Nocivelli (Epta) – Categoria Family Business
- Adolfo Guzzini (iGuzzini) – Categoria Globalization
- Michele Zanella (O bag) – Premio Speciale Giuria
- Paolo Barberis, Jacopo Marello, Saverio Mucci, Filippo Satolli, Alessandro Sordi (Instal) – Premio Start up

Lo studio EY rivela che, a livello globale, le imprese familiari ritengono che i mutamenti demografici saranno il fattore che nei prossimi 12 mesi avrà l’impatto più immediato sulle loro strategie di business e prospettive di crescita (34% delle risposte), seguito dalla trasformazione tecnologica (24%).

Inoltre, esse ritengono che il tema dei talenti (15%), con la carenza di competenze qualificate, inciderà sul loro futuro più dell’effetto dirompente dell’innovazione digitale e dell’insufficiente flusso di cassa, che invece sono le sfide principali per i leader delle imprese non familiari.

“Quando ho acquisito Moncler ritenevo che avesse una storia e un heritage unici”, ha commentato Remo Ruffini. “Ero assolutamente convinto che potesse diventare un brand speciale e, con grande coerenza, insieme al mio team abbiamo sviluppato questo progetto innovativo, restando sempre fedeli al nostro DNA”. Oggi Moncler è un marchio globale, che a fine 2016 ha superato il miliardo di euro in ricavi con una presenza in oltre 70 Paesi. “Considero – ha aggiunto – questo premio un significativo riconoscimento che sottolinea i continui sforzi e la passione con la quale lavoriamo ogni giorno e ci impegniamo con entusiasmo e dedizione a raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi”.

 

“Ogni anno premiamo realtà che interpretano al meglio temi della crescita, innovazione internazionalizzazione”, ha esordito Donato Iacovone, amministratore delegato di EY in Italia e managing partner dell’area mediterranea. “I nostri dati mostrano che la fiducia del middle market italiano – tipiche del nostro tessuto imprenditoriale – è solida, con oltre la metà delle aziende (il 52%) che punta a una crescita tra il 6% e il 10% nel prossimo anno, un incremento significativamente maggiore rispetto alle previsioni globali della Banca Mondiale, pari al 2,7%”. Secondo Iacovone, infine, ”la storia ultraventennale del Premio dimostra come nel nostro Paese esista un tessuto imprenditoriale sano, capace di rinnovarsi, di superare anche i periodi più critici cogliendo i cambiamenti come opportunità, puntando su innovazione, ricerca e internazionalizzazione”.