10 novembre 2017 | 16:59

Nei 9 mesi del 2017 utile a 1 miliardo per Tim, con ricavi in crescita del 5,3%. Confermate le previsioni per l’anno in corso e per l’arco del piano

Telecom segna un utile nei primi nove mesi di 1.033 milioni di euro, dai 1.495 milioni di euro nei primi nove mesi del 2016, scontando oneri netti non ricorrenti per 233 milioni di euro. In termini comparabili, escludendo cioè le partite non ricorrenti nonché, nei primi nove mesi del 2016, l’impatto positivo della valutazione al fair value dell’opzione implicita inclusa nel prestito obbligazionario a conversione obbligatoria, l’utile attribuibile ai soci risulterebbe superiore di quasi 100 milioni di euro rispetto a quello dello stesso periodo dell’anno precedente.  E’ quanto emerge da una nota della telco.

L’Ebit ammonta a 2,834 miliardi (2,768 mld nei primi nove mesi del 2016) in aumento del 2,4% rispetto all’analogo periodo dello scorso anno, con un’incidenza sui ricavi del 19,3% (19,9% nei primi nove mesi del 2016, -0,6 punti percentuali).

Amos Genish (foto telecomitalia.it)

I ricavi dei primi nove mesi del 2017 si attestano a 14,679 miliardi di euro, in crescita del 5,3% rispetto ai 13,939 miliardi dei primi nove mesi del 2016. La crescita di 740 milioni è principalmente attribuibile alla Business Unit Domestic (276 mln) e alla Business Unit Brasile (467 mln, comprensivi di un effetto cambio positivo di 353 mln).

L’Ebit è di 2,834 miliardi (2,768 mld a/a) in aumento di 66 mln (+2,4%) rispetto ai primi nove mesi del 2016 con un’incidenza sui ricavi del 19,3% (19,9% nei primi nove mesi del 2016, -0,6 punti percentuali).

L’indebitamento finanziario netto rettificato ammonta a 26,228 miliardi di euro al 30 settembre 2017, in aumento di 1,109 miliardi rispetto al 31 dicembre 2016 (25,119 mld): l’incremento è sostanzialmente indotto dai pagamenti di 630 milioni di euro da parte di Tim per il rinnovo dei diritti d’uso delle frequenze di telefonia mobile e di 257 milioni da parte della Business Unit Brasile al consorzio che provvede alla liberazione (clean up) dello spettro 700 MHz, di cui la Business Unit acquisì il diritto d’uso nel 2014, nonché dal pagamento di dividendi per 219 milioni. La positiva dinamica operativo-finanziaria ha consentito la piena copertura dei fabbisogni derivanti dai versamenti delle imposte

sul reddito. L’indebitamento finanziario netto contabile al 30 settembre 2017 è pari a 26,958 miliardi (25,955 mld al 31 dicembre 2016).

Il management spiega nella nota che “la gestione sarà caratterizzata da una massima selettività e priorità nelle scelte di investimento e da azioni di recupero di efficienza attraverso programmi strutturali di ottimizzazione dei costi”. Inoltre, si legge nel comunicato, “la trasformazione e semplificazione organizzativa e processiva – combinate con gli sviluppi commerciali e l’attesa crescita del fatturato – anche alla luce dell’andamento atteso del mercato domestico, degli impatti derivanti dal nuovo modello di tariffe sul roaming così come di alcune dinamiche di business non ripetibili relative alla seconda metà del 2016, che comportano una non perfetta omogeneità di confronto con la seconda parte dell’anno 2017, consentono al management di confermare in termini organici le guidance già prospettate per l’intero anno 2017 e per l’arco di Piano (crescita organica dell’Ebitda (low single digit) e generazione di cassa necessaria a ridurre il rapporto fra indebitamento finanziario netto rettificato ed Ebitda reported, che nel 2018 è atteso al di sotto di 2,7x).

Leggi o scarica la nota del Cda Tim (.pdf)