10 novembre 2017 | 16:45

Tim sarà proprietaria della rete oggi e in futuro, dice il ceo Genish: dobbiamo capire con il governo quali sono i dettagli sul golden power. Nessun interesse per i diritti tv del calcio

“La buona notizia è che l’arpu” di Tim “continua a crescere trimestre dopo trimestre”. A dirlo Amos Genish, amministratore delegato della telco commentando con gli analisti i risultati economici del gruppo al 30 settembre. “Non ci saranno guerre nei prezzi di carattere tattico”, ha spiegato, aggiungendo: “Abbiamo il giusto equilibrio dei prezzi sul mercato. Gli asset che rendono Tim un marchio premium sono giustificati e i clienti sono pronti a pagare la qualità della rete non ha eguali sul mercato”. “Penso che i prezzi degli attuali player non si ridurranno, siamo già al minimo”, ha detto.

Affrontando il tema della separazione della rete, il manager ha detto: “Nessuno sta suggerendo che Tim non la controllerà. Non è una cosa tenuta in alcuna considerazione. Tim sarà proprietaria della rete oggi e in futuro”. “Una separazione strutturale della rete non è stata testata in nessuna parte del mondo”, ha ricordato.

Amos Genish (foto telecomitalia.it)

“Abbiamo avuto la decisione sul golden power che si concentra sulla sicurezza nazionale e sull’obbligo da parte delle società a continuare a mantenere la qualità necessaria per garantire i servizi al paese. E’ assolutamente accettabile per noi”, ha detto poi Genish. “Dobbiamo capire quali saranno i dettagli con il Governo“, parlando di discussioni “positive e costruttive”. “La golden power non agirà sulla rete”, ha aggiunto. “Vedremo cosa dovremo fare noi dal nostro lato per garantire la totale equivalenza”.

Genish ha escluso interessi ai diritti tv sul calcio. “Sui diritti sportivi non vogliamo fare offerte perché sono estremamente costosi e l’investimento non è chiaro”, ha spiegato. “Potremmo incorporare” un’offerta con lo sport “in collaborazione con altri gruppi media. Consentirebbe ai nostri clienti di vedere lo sport magari con qualche ritardo. Ma lo sport sarà aggiunto soltanto se raggiungeremo un accordo interessante per i nostri clienti e per noi“. L’offerta di contenuti “per il momento non sarà gestita con i diritti del calcio”.

Sul ritorno alla fatturazione a 30 giorni Genish ha spiegato: “abbiamo fatto appello alla associazione per il row back, dobbiamo agire a livello settoriale, non ci sono dubbi che dobbiamo tornare indietro a 30 giorni“. “È tutto in fase di negoziazione. L’esito dovrebbe vedersi entro la fine dell’anno. Se dovremo fare un ritorno ai 30 giorni dovremo avere un periodo di franchigia, di grazia per vedere l’aspetto finanziario”.

Oltre all’incontro con gli analisti l’amministratore delegato di Tim ha anche partecipato a un convegno in Rai, nel quale ha ribadito l’intenzione della telco di fare “massicci investimenti per il sistema infrastrutturale“, con un’azione che “sarà completamente in linea con Industria 4.0 e con la visione del governo”.

Parlando del 5G, Genish ha spiegato che si tratta della “cosa più importante per questo settore nei prossimi anni e comincia a essere testata da Tim”. “Penso che nel 2020 cominceremo a vedere l’implementazione iniziale in Italia. Tim avrà un ruolo importante”.

Genish ha anche parlato della convergenza che, ha detto, “è la chiave per gli operatori di tlc: avremo contenuti multimediali sia per il fisso che per il mobile”.

“La domanda di connettività è enorme, dobbiamo muoverci più rapidamente per costruire il sistema giusto con enormi investimenti”, ha aggiunto. “Io sono ottimista, ma dobbiamo fare le azioni giuste per determinare i cambiamenti necessari per stare al passo”. Però, ha proseguito, tra operatori tlc e big del web “servono le stesse regole per la stessa partita. Per esempio vorremmo essere protagonisti nella pubblicità, ma la legge sulla privacy è diversa per noi e per Facebook”.