14 novembre 2017 | 12:50

Il 14 e il 15 novembre al Collegio Carlo Alberto di Torino il ‘Vision Europe Summit’, per parlare di globalizzazione con i più grandi economisti del mondo

Carla Piro Mander  – Francesco Profumo, presidente di Compagnia di San Paolo seguito da Pietro Terna, presidente del Collegio Carlo Alberto, hanno dato il via al ‘Vision Europe Summit‘ che per la prima volta si tiene a Torino, sul tema della globalizzazione economica. La due giorni di lavori riunisce nomi di risonanza e prestigio mondiali, a cominciare dal Premio Nobel Michael Spence, Professor of Economics, New York University e a Quentin Peel, della Chatham House, London: a loro l’onere dell’apertura e la trattazione del rapporto fra economia e democrazia nel mondo.

Nel 1990 il numero di persone che viveva in povertà assoluta nel mondo, si aggirava attorno all’1,85 miliardi, cioè il 35% della popolazione globale, si legge tra i dati del Globalisation Report 2016, stilato dalla fondazione tedesca Bertelsmann e che sarà approfondito A Torino. Nel 2013, malgrado la popolazione mondiale sia cresciuta, i poveri sono scesi a 767 milioni e rappresentano il 10,7 della popolazione globale. Ma quali sono davvero gli effetti della globalizzazione? E’ una delle domande a cui cerca di rispondere il summit, che fa parte del network di think thank europei ‘Vision Europe’, formato anche Belgio Germania Portogallo Polonia Inghilterra Francia e Finlandia. E le risposte sono sorprendenti.

Saranno studiosi come Elvire Fabry, dell ‘Istituo Jacques Delors di Parigi, o come l’italiano Maurizio Ferrera dell’Università di MIlano, Grégory Claeys di Bruxelles, Christopher Hartwell del Centro Ricerche economiche di Varsavia, o il tedesco Thieß Petersen, Senior Advisor dell’Istituto Bertelsmann a toccare il tema ‘Commercio, democrazia e Istituzioni, ripensando la globalizzazione’, indagando indagando quali siano i correttivi possibili per le storture provocate dai macro fenomeni economici attuali.

‘How Can we Make Globalisation More Inclusive?’ E’ il grande tema che verrà affrontato da studiosi come Iulia Siedschlag di Dublino, la professoressa Chiara Saraceno, esperta di diritto di famiglia e sociologa, Martin Daunton di Cambridge e Peter Scherrer. E poi gli economisti Ugo Mattei, e Mario Deaglio, per riflettere su chi siano i vinti e chi i vincitori di ciò che chiamiamo globalizzazione.

Attesa anche per la sessione dedicata ai diritti umani, affidata a Isabel Mota e a Denis Mukwege. Quest’ultimo, medico chirurgo, vincitore del Premio Sacharov nel 2014 – massimo riconoscimento tributato dall’Europa a chi si prodiga per i diritti altrui – , racconterà di come l’espansione dei prodotti hi tech abbia provocato una richiesta elevatissima nella domanda di minerali che in Congo sono abbondanti e come le bande che si contendono il potere economico nell’area facciano uso della violenza sessuale come strumento di dominio economico e territoriale.

Leggi o scarica il programma della manifestazione (.pdf)