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14 novembre 2017 | 16:38

Simmetrico Cultura, spin off del gruppo di Zambelli, presenta la sua prima mostra ‘Che Guevara. Tú y Todos’

Roberto Borghi – Simmetrico Network è una società di comunicazione e di produzione di eventi fondata dieci anni fa dal ceo Daniele Zambelli. Una realtà che quest’anno fatturerà 12 milioni di euro che con le commesse del prossimo Expo nel 2020 dovrebbero salire intorno ai 20, com’è avvenuto con il precedente di Milano 2015 dove Simmetrico Network è stato tra i protagonisti più apprezzati per i suoi allestimenti.

Zambelli e il suo team hanno riunito la stampa per raccontare la prima mostra realizzata dallo spin off Simmestrico Cultura che lo stesso ceo e fondatore definisce “una realtà nata per essere liberi, per poter esprimere la nostra creatività fuori dalle gabbie delle commesse. Simmetrico Cultura ci ricorda chi siamo e qual’è la nostra idea di comunicazione”.

Accostarsi alle vicende del passato, a storie di grandi uomini, con un approccio che ne sottolinei l’attualità. E fare in modo che il visitatore viva il racconto di cui è testimone. Questa è la visione di Simmetrico Cultura, il cui approccio prende forma nella mostra  ‘Che Guevara. Tú y Todos’ aperta al pubblico dal 6 dicembre 2017 al primo aprile 2018 presso la Fabbrica del Vapore di Milano, in occasione dei 50 anni dalla morte di Ernesto Guevara.

L’approccio di Daniele Zambelli è  articolato e internazionale. “Con Simmetrico Network diamo vita a progetti narrativi che amo definire ‘comunicazione culturale’, realizziamo eventi che gettano un ponte tra ciò che siamo e ciò che vorremmo essere”.

Il business del gruppo è generato per il 68% dal comparto exibits e per il 29% dagli eventi. L’obiettivo per l’anno prossimo è che la controllata Simmetrico Cultura riesca ad arrivare al 3%. Gran parte del giro d’affari di Simmetrico Network arriva dalle attività internazionali, solo il 5% è italiano.

 

I comunicato sulla mostra Che Guevara. Tú y Todos

La narrazione come possibilità di consapevolezza. Accostarsi alle vicende del passato, a storie di grandi uomini, con un approccio che ne sottolinei l’attualità. E fare in modo che il visitatore viva il racconto di cui è testimone. Questa è la visione di Simmetrico Cultura, il cui approccio prende forma nella mostra Che Guevara. Tú y Todos, che aprirà al pubblico dal 6 dicembre 2017 al primo aprile 2018 presso la Fabbrica del Vapore di Milano, in occasione dei 50 anni dalla morte di Ernesto Guevara.

Con Che Guevara. Tú y Todos Simmetrico Cultura inaugura un formato e un approccio espositivo: i suoi progetti puntano a raccontare storie di uomini che parlano a uomini, suggeriscono come gli interrogativi, le urgenze e i temi di chi ci ha preceduti siano la chiave di lettura necessaria per comprendere i nostri tempi.

Con questa sensibilità vengono selezionati i soggetti e poi curati i progetti a loro dedicati, che si fondano su spunti narrativi inediti, sul rigore delle fonti storico-scientifiche, sull’integrazione fra discipline e linguaggi, e sulla naturalezza sensoriale dell’esperienza.

Aspetto centrale delle mostre di Simmetrico Cultura è l’impianto narrativo. La narrazione non si occupa solo della cronaca, ma è il racconto delle possibilità che una realtà contiene. La mostra su Che Guevara ne è un esempio: il suo obiettivo è confrontarsi senza sovrastrutture con il personaggio, in modo che ognuno possa dare una risposta personale agli interrogativi sollevati.

La mostra si prefigge di non assecondare l’epicità del Guevara più iconico, ancor meno di schierarsi all’interno di un dibattito etico-morale sulle sue scelte pubbliche e private. Il percorso narrativo ambisce, piuttosto, a stimolare una riflessione sulla storia di un uomo certamente fuori dal comune, sulle sue domande, le sue impellenze e su un periodo storico cruciale per comprendere l’attualità.

Altro elemento che esprime la cifra stilistica di Simmetrico Cultura è l’esperienza immersiva, che utilizza tecnologie all’avanguardia. I supporti digitali consentono di approfondire le tematiche cui il visitatore è più interessato, rendendolo libero di costruire il proprio percorso. In questo contesto diventano importanti anche i collegamenti diretti con il mondo dell’arte contemporanea, grazie alla presenza di due allestimenti realizzati da autori di rilevanza internazionale: Michael Murphy, artista che gioca con l’arte percettiva rendendo tridimensionali opere che non lo sono, e Victor Castillo, cileno vicino alla street art che rilegge a mo’ di denuncia sociale le icone pop dei cartoni animati.

La mostra Che Guevara. Tú y Todos è la prima di una serie che verrà sviluppata da Simmetrico Cultura. La società nasce come spin-off di Simmetrico, network di creativi, project manager ed esperti in tecnologie multimediali fondato da Daniele Zambelli nel 2007 e attivo, a livello nazionale e internazionale, nell’organizzazione di grandi eventi.

Proprio Zambelli ha così commentato il lavoro che ha permesso lo sviluppo della prima mostra: “Ideare e realizzare un’esposizione su Ernesto Guevara significa occuparsi di un personaggio controverso e complesso. La sua è una figura ancora scomoda, capace di dividere come poche altre.

Dopo due anni di lavoro, del dialogo ideale con Ernesto Che Guevara mi rimane l’aver scoperto un uomo intenso, che ha messo tutto se stesso al servizio di un’idea “stramba”, quella di un’umanità che ha come imperativo morale l’evolvere verso una società più giusta.

Dietro al personaggio, icona della rivoluzione, ho scoperto la persona, un uomo che ha cercato di rispondere alla domanda che ognuno, dotato di solidarietà umana o forse anche solo di senno, dovrebbe porsi: “Che cosa fare? Quale posizione prendere in un mondo in cui l’ingiustizia sociale, lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, sono la prassi di un capitalismo finanziario che sta distruggendo milioni di famiglie?”. È significativo che questa sia una questione rivolta a tutti da un altro celebre argentino: papa Francesco. “La storia di Ernesto Che Guevara mette ognuno di fronte all’urgenza di una presa di posizione, la sua intensità ci costringe a uscire da un’area di conforto intellettuale per assumerci la responsabilità di rispondere. Prima a noi stessi che al mondo”.