15 novembre 2017 | 10:54

‘Stop violenza: le parole per dirlo’. Il 17 novembre a Montecitorio la presentazione del manuale dell’Associazione GiULiA giornaliste

‘Stop violenza: le parole per dirlo’: un manuale per usare un linguaggio appropriato nei media nei casi di violenza contro le donne, perché le parole non feriscano una seconda volta. Lo ha realizzato l’Associazione GiULiA giornaliste (con il patrocinio della Federazione della Stampa, dell’Usigrai e dell’Inpgi) e verrà presentato venerdì 17 novembre nella sala del Mappamondo a Montecitorio (ore 10-13).Il manuale è la seconda pubblicazione di GiUliA – Giornaliste Unite Libere e Autonome, una rete che unisce oltre mille colleghe in tutta Italia e un’associazione con rappresentanze territoriali in molte regioni – dopo ‘Donne, grammatica e media’ con l’Accademia della Crusca.

Le giornaliste insistono su un uso del linguaggio che non offenda le donne con luoghi comuni, dalla banalizzazione del ‘raptus di gelosia’ o ‘delitto passionale’ nei casi di femminicidio, al trasformare il colpevole in vittima in preda alla follia, piuttosto che spinto dalla cultura del possesso.
Perché l’informazione può e deve avere un ruolo importante per contrastare la violenza contro le donne, spiega GiUliA: che l’informazione corretta, completa, esaustiva, sia tra le azioni necessarie per porre un freno a questi delitti che rappresentano una sconfitta sociale e culturale per tutti i cittadini.

Un progetto accolto con favore anche dalla presidente della Camera, Laura Boldrini, alla quale è stato donato il manuale.

Oltre alla pubblicazione, distribuita nelle redazioni e in luoghi di incontro, saranno messi in piedi anche corsi di formazione e, prossimamente, anche un sito e una app. L’analisi dei media (a cura della prof. Graziella Priulla), i risultati dell’Osservatorio sulla Rai sulla rappresentazione femminile (ne parleranno i prof. Enrico Menduni e Elisa Giomi, che hanno curato la ricerca per Isimm), ma anche l’uso dell’immagine nel racconto della violenza, il rischio della ‘doppia vittimizzazione’, le leggi e le norme deontologiche (a cura di Marina Cosi, Luisa Betti e Silvia Garambois, giornaliste di GiULiA), saranno i temi analizzati nella mattinata a Montecitorio, alla quale parteciperanno anche i vertici della categoria dei giornalisti insieme a rappresentanti dell’associazionismo femminile e femminista e delle istituzioni.

In occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il 25 novembre, sarà presentato inoltre il Manifesto di Venezia sia al teatro La Fenice di Venezia che alla Camera dei Deputati, dove la presidente Boldrini accoglierà in aula testimonianze di donne vittime di violenze e di persecuzioni. Un
codice deontologico che ha già raccolto moltissime adesioni, in linea con la Convenzione di Istanbul ‘contro ogni forma di violenza e discriminazione attraverso parole e immagini’, perché “il diritto di cronaca non può trasformarsi in abuso”.