15 novembre 2017 | 11:45

Mai parlato in Cda di una collaborazione con Tim per la rete, dice il presidente di Open Fiber, Bassanini. La loro strategia di convergenza sui contenuti? Pone possibili conflitti d’interesse

“Non ne abbiamo mai discusso concretamente nei nostri organi”. Il presidente di Open Fiber, Franco Bassanini, a margine di un convegno Selta, ha replicato così l’apertura dell’ad di Tim, Amos Genish, su una collaborazione sulla rete tra le due società.

Descrivendo le difficoltà che dal suo punto di vista si trova di fronte Tim negli investimenti necessari per la realizzazione della nuova rete, Bassanii ha detto: “c’è una doppia legacy (eredità, ndr) che pesa sulle spalle di quello che è stato il protagonista incumbent nelle tlc: un elevato debito e la necessità di difendere l’asset della rete in rame che è iscritta in bilancio con un valore elevato e che, di fronte a una rapida migrazione sulla fibra, dovrebbe essere svalutata”.

“Oggi – ha spiegato ancora – si richiede un investimento cospicuo. Come si fa? Con un modello di business uguale al passato o si richiede un investimento a lungo termine?”.

Bassanini Franco (foto Olycom)

Franco Bassanini, presidente Open Fiber (foto Olycom)

Bassanini è poi tornato sul tema della possibile duplicazione della rete, ora che è scesa in campo anche Open Fiber che, ha ricordato, “ha un modello di business diverso”, vale a dire quello “dell’operatore wholesale che costruisce la rete e la mette a disposizione di tutti”. Si tratta quindi di “due modelli diversi” e “in un momento come questo – si è chiesto Bassanini – in cui ci sono investimenti cospicui da fare, è sostenibile nel tempo o accolla i costi al Paese l’inefficiente duplicazione dell’infrastruttura?”.

Il presidente di Open Fiber nel suo intervento ha poi parlato dell’interesse della telco verso i contenuti, citando l’intervento dello stesso presidente di Tim, Arnaud de Puyfontaine, che all’annuale convegno di Capri aveva descritto la nuova strategia della convergenza del gruppo telefonico. Tim – ha spiegato Bassanini – “tende ad andare verso un modello di ulteriore integrazione verticale con la produzione e la distribuzione di contenuti”. “L’allungamento della filiera pone ulteriori problemi di regolazione abbastanza complicati e possibili conflitti d’interesse”.