Mercato

15 novembre 2017 | 12:27

Green Retail Forum 2017. Innovazione Utile per la Sostenibilità nel retail

E’ ritornato il GreenRetail Forum, nato per condividere esperienze e know-how tra operatori della distribuzione in tema di Sostenibilità nel retail. Giunto alla sua settima edizione, il convegno nasce nel 2011 da un’idea di PLEF – Planet Life Economy Foundation e di NDB – il Marketing Consapevole. Nelle edizioni successive l’evento si è sviluppato fino a consolidarsi grazie anche alla partnership con Distribuzione Moderna e Altavia e GS1, generando un luogo di comunicazione e di coinvolgimento per le più rilevanti realtà distributive.

L’edizione 2017 seguendo l’Agenda ONU 2030, è stata centrata sul tema dell’innovazione sostenibile, con focus su packaging, logistica, sistemi di pagamento e impianti in store.
L’innovazione è ovviamente centrale nei sistemi economici, ma quanto l’innovazione può portare anche vantaggi sociali ed ambientali? Questo il filo rosso – segnalato da Emanuele Plata, presidente Plef
L’incontro, spiega una nota stampa, è iniziato con la a presentazione della ricerca Astarea: 7 Anni di Green Retail Forum. A che punto è la Sostenibilità nella GD nazionale. In sintesi: le imprese della GD stanno passando da un concetto di responsabilità sociale ad un concetto più sistemico, che integra la sostenibilità in una logica di business quindi nei diversi aspetti della filiera. Naturalmente con stop&go che riguardano non solo le risorse disponibili, ma anche la maggiore o minore sensibilità dei diversi stakeholder e anche questioni di ordine burocratico.
Il filosofo Maurizio Stefano Mancuso dell’Università Cattolica di Milano e dell’European House Ambrosetti in una introduzione generale ha sottolineato la sinergia tra sostenibilità e nuove tecnologie: l’informazione diventa la materia prima del lavoro e ne cambia la natura accrescendo le opportunità del lavoro e migliorando le condizioni di vivibilità delle imprese e delle società.
Se le tecnologie digitali modificheranno in positivo le forme del lavoro, questo vale altrettanto per i luoghi e le modalità del lavoro. Francesca Andreoni di Altavia ha sottolineato la pervasività positiva dello smartworking non solo come conciliazione organizzativa, ma anche come facilitatore creatività e di benessere tra le persone e tra persone ed azienda, soprattutto grazie all’incremento del benessere nel luogo del lavoro.
In particolare nel retail le nuove tecnologie digitali offrono possibilità di geo-localizzazione e di personalizzazione attraverso cui rispondere meglio alle esigenze dei consumatori Secondo Giorgio Santambrogio di Vegè il passaggio dalla personalizzazione della offerta alla personalizzazione dei bisogni grazie alla tecnologia renderà possibile relazionarsi al cliente come persona e non gestire la persona come cliente. I negozi, in questa logica, potranno trasformarsi in punti di incontro o punti di educazione piuttosto che punti vendita.

Il packaging è l’elemento più visibile dell’ offerta nel retail ma paradossalmente sembra che in quest’area le innovazioni tecnologiche si sposino con la sostenibilità meno che in altri campi. Carlo Aliverti di Break sostiene che la cultura del risparmio a cui ci ha abituato la crisi continua a guidare le scelte delle imprese, complici anche difficoltà oggettive nei processi produttivi, come il rifacimento degli stampi: la progettazione di forme nuove è caduta da 3-4 progetti l’anno venti anni fa, attualmente a uno.
Parlando di Sostenibilità il tema della raccolta differenziata e del riciclo assume una valenza chiave.
Secondo Walter Facciotto del Conai, negli ultimi 20 anni in Italia molto è cambiato nell’ utilizzazione di imballaggi sostenibili e nelle pratiche di riciclo. L’Italia si colloca in una ottima situazione a livello internazionale con un riciclo del 67% degli imballaggi. E comunque appare fondamentale anche il lavoro sulla prevenzione che vede CONAI impegnata soprattutto con le PMI.
Passando al prodotto, Andrea Negro di Carlsberg una rilevante innovazione introdotta dall’azienda qualche anno fa: la sostituzione dei fusti in acciaio con il fusto riciclabile Pet, che permette di risparmiare c02 garantendo anche la durata della freschezza del prodotto da due giorni a due mesi. Dall’esperimento pilota in Italia si è passati a d una estensione in 11 paesi. In progress, un progetto molto ambizioso: la sostituzione delle bottiglie in vetro alla fibra di legno.
Per quando riguarda gli imballi secondari, una novità rilevante: lo schrink senza termoretrazione di Forpac.
Le iniziative aziendali di Unes, come ha illustrato Rossella Brenna, riguardano innanzitutto i materiali della logistica come cartone e legno. Una innovazione particolarmente significativa, “acqua km0”: un imprenditore partner ha investito 1ml di euro per ridurre drasticamente l’involucro del pack di 6 bottiglie di acqua. In Unes si sta lavorando da anni ad altri progetti particolarmente ambiziosi, come il recupero dell’olio del tonno. Nonostante i numerosi problemi, non esclusi quelli burocratici che rallentano queste iniziative sembra che si stiano aprendo prospettive concrete.
Il cambiamento di paradigma in atto nei trasporti vede un’affermazione sempre più rilevante della mobilità condivisa e multipiattaforma. Per le imprese si tratta di capire come convertire la flotta di mezzi, qualificare l’offerta di servizi, configurare le competenze competitive. Il gruppo Bonfante, ha raccontato Gianluca Bertazzoli, ha ideato una piattaforma che consente la razionalizzazione dei flussi soprattutto lavorando in termini local/global: raccolta capillare a livello locale e rigenerazione / riciclo dei rifiuti mirando ai mercati internazionali.
E comunque – ha detto dice Fabio Capocaccia di SOS Logistica – di là da tutto il più elementare sistema di supporto allo smaltimento dei rifiuti sarebbe una informazione chiara ed esaustiva sulle confezioni dei prodotti delle modalità di smaltimento: un modo per facilitare a monte il consumatore e di acquisire a valle rifiuti meglio allocati
Paolo Fregosi di GS1 Italy ha sottolineato l’estrema rilevanza della ottimizzazione logistica nell’ambito della filiera commerciale, con numerosi progetti che vanno dalle leve di saturazione dei carichi ai trasporti intermodali che dovrebbero facilitare il trasporto su ferro.

Sempre in tema, Andrea Mantelli di Conad ricorda l’impegno aziendale in una iniziativa di ridisegno dei flussi distributivi con la possibilità di creare hub per saturare i mezzi sia in entrata che in uscita, anche attraverso una mappatura di percorsi e tempi di percorrimento.
Nella medesima logica si muove Mercaroen, produttore di una piattaforma intelligente che, come ha segnalato Andrea Girolimon, mette a disposizione un marketplace in grado di gestire le partenze dagli stabilimenti e l’arrivo a destinazione dove i mezzi vengono accolti senza perdite di tempo

L’eliminazione del contante è proposta come risparmio di materiale, trasparenza nelle transazioni, sicurezza e semplificazione. La situazione italiana è ancora arretrata rispetto agli standard occidentali, nonostante la sperimentazione di nuove formule come Satispay, mezzo di pagamento, ha raccontato Andrea Allara, che funziona attraverso lo smartphone e che sembra possa avere prospettive più positive rispetto al pagamento attraverso le carte.

Il punto vendita si qualifica per le modalità espositive dentro e fuori banco. L’internet delle cose, la selezione di materiali compatibili e riciclabili, l’attenzione ai contratti di lavoro, la misurazione delle condizioni ambientali e di conservazione delle merci possono fare la differenza di attrazione, qualità e soddisfazione del pubblico In questo contesto è peraltro in atto un profondo riposizionamento del punto vendita, sottolinea Giancarlo Bonzi di CEFLA, soprattutto in direzione della multifunzionalità che necessariamente implica una nuova modularità delle strutture, pronte ad essere piegate da una funzione all’altra, e una nuova creatività per per ospitare un’ offerta prima inesistente: dal mix di legno e acciaio, al verde in farmacia, agli espositori per la crescita indoor di sistemi vegetativi.