15 novembre 2017 | 12:53

In una democrazia carcere ai giornalisti e querele bavaglio vanno cancellate, dice il ministro Minniti incontrando i vertici Fnsi. Annunciata la nascita di un centro di coordinamento per la libertà di stampa

“Le due questioni ancora in piedi, il carcere ai giornalisti e le querele bavaglio in una democrazia vanno cancellate”. A dirlo il ministro dell’Interno, Marco Minniti, in un incontro nella sede della Fnsi, rispondendo agli organismi di vertice dei giornalisti che chiedevano una modifica alle norme in discussione in Parlamento. “Mi impegno su questo anche se siamo a fine legislatura”, ha garantito il titolare del Viminale.

Durante l’incontro, al quale – oltre ai vertici della Federazione della Stampa – hanno preso parte anche il responsabile per la legalità del sindacato dei giornalisti, Michele Albanese, e i cronisti sotto scorta, Minniti ha annunciato la nascita di un centro di coordinamento per la libertà di stampa del quale facciano parte, Viminale, Polizia, Federazione della stampa e l’Ordine dei giornalisti per “lavorare insieme affinché non vi sia nessuno minacciato e nessuno tacitato”.

Marco Minniti (foto Olycom)

Tre i principali obiettivi del tavolo: evitare la solitudine dei cronisti minacciati, stabilire una strategia di attacco e prevenzione che consenta di impedire la nascita di certi fenomeni, occuparsi di tutti quei giornalisti che non sono sotto i riflettori ma che rischiano comunque ogni giorno per quello che scrivono.

“Serve un patto tra di noi”, ha detto Minniti. “Lavoriamo insieme affinché nessuno sia dimenticato nel nome della libertà di informazione e con un doppio obiettivo, non essere né impauriti né intimiditi”.

“Non possiamo che accogliere con soddisfazione la risposta positiva data dal ministro dell’Interno Marco Minniti alla richiesta formulata da Fnsi e dall’Odg di istituire un Centro di coordinamento per la libertà di stampa che si ponga l’obiettivo di uno scambio permanente di informazioni sulle realtà dei cronisti minacciati, quelli già noti e soprattutto i tanti che non sono sotto i riflettori, e dei nuovi fenomeni di aggressioni che non vengono più solo da mafie, criminalità e corruzione, ma anche da organizzazioni neonaziste e neofasciste”. Lo affermano il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, e il presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti, Carlo Verna, a margine dell’incontro in Fnsi con il ministro Minniti.

“Coordinamento che avrà anche il compito di definire le più opportune misure di sicurezza e di protezione nei confronti dei cronisti minacciati, della libertà di informazione e del diritto dei cittadini ad essere informati”.

Fnsi e Odg, concludono i vertici del giornalismo italiano, “hanno inoltre apprezzato l’impegno del ministro, anche nella sua veste di senatore della Repubblica, affinché siano portate a rapida approvazione le parti della proposta di legge sulla diffamazione relative all’abrogazione del carcere per i cronisti e per giungere alla definizione di specifiche norme che scoraggino le cosiddette ‘querele temerarie’.”