16 novembre 2017 | 18:01

Arrivano i ‘Trust Indicators’, parametri che certificano l’affidabilità nell’industria dell’informazione. In Italia cominciano Repubblica e Stampa

In un momento in cui la fiducia dei lettori nelle news è sempre più in declino in gran parte del mondo, l’industria dell’informazione sta lanciando un nuovo standard basato sulla trasparenza per aiutare le persone a valutare con facilità la qualità e l’affidabilità della produzione giornalistica. Le aziende leader nel settore dei media che rappresentano decine di siti di news, hanno cominciato a mettere in evidenza i “Trust Indicators”, parametri che fanno luce sui principi etici, sul background dei giornalisti e come questi svolgono il loro lavoro. Questi indicatori, ideati dagli esperti di più di 75 aziende di news del “non-partisan” Trust Project, mostrano anche che tipo di informazione le persone stanno leggendo – news, opinioni, analisi o pubblicità.

Sally Lehrman

Sally Lehrman

Ogni indicatore è segnalato nell’articolo o nel sito, e consente alla prima piattaforma con linguaggio tecnico standardizzato digitale di avere più informazioni su qualità e competenza del lavoro giornalistico. Google, Facebook e Bing hanno accettato di usare gli indicatori e stanno adoperandosi per rafforzarne l’uso a favore di un giornalismo di qualità.
Il Trust Project è diretto dalla più volte premiata giornalista Sally Lehrman del “Markkula Center for Applied Ethics” presso la Santa Clara University.

L’agenzia stampa tedesca dpa, The Economist, The Globe and Mail, The Independent Journal Review, Mic, La Repubblica e La Stampa, il Trinity Mirror e il Washington Post sono le testate che inizieranno ad usare i Trust Indicators questo mese. Un consorzio internazionale di agenzie di news sta partecipando al Trust Project. Il loro lavoro è fondamentale in un momento in cui solo un terzo degli Americani, secondo un sondaggio condotto da Gallup, afferma di avere un alto e medio livello di fiducia nelle news dei media. In Europa la situazione è simile. Nel Regno Unito solo il 43% delle persone, secondo un sondaggio del Reuters Institute del 2017 , ha affermato che ci si può fidare delle notizie che vengono date, un calo significativo rispetto all’anno precedente.
“Nel mondo digitalizzato e connesso di oggi, è quanto mai difficile capire cosa sia classificabile come report accurato o pubblicità o disinformazione,” afferma Lehrman. “Un pubblico sempre più scettico vuole riconoscere competenza, lavoro e principi etici che stanno dietro al racconto. I Trust Indicators forniscono ai lettori gli strumenti per valutare se le notizie provengano da una fonte affidabile sulla quale poter fare affidamento”.