17 novembre 2017 | 10:30

La joint venture con Canal+ il primo segno del progetto industriale che Vivendi ha su Tim, dice il ceo della media company francese, De Puyfontaine, alla presentazione dei conti trimestrali. Mediazione in corso con Mediaset

Nel suo investimento in Tim, Vivendi “ha un approccio industriale e la jv con Canal+ è il primo segno di questo progetto”. A dirlo il ceo della media company francese, Arnaud de Puyfontaine, che rispondendo agli analisti in conference call, alla presentazione dei conti trimestrali, spiegando le ragione della partnership nella paytv e ricordando che riguarderà i contenuti.

Il manager ha però declinato le domande sull’altro fronte caldo per Vivendi in Italia, rappresentato dal contenzioso aperto con Mediaset. “C’è una mediazione in corso, non commentiamo”, ha detto, senza aggiungere altro.

Arnaud de Puyfontaine (foto Olycom)

Passando nello specifico ai conti, Vivendi ha archiviato un terzo trimestre con ricavi per 3,184 miliardi, con un incremento del 2,7% a perimetro costante. Nei primi nove mesi i ricavi si sono attestati a 8,621 miliardi con un incremento annuo dell’11,8% legato soprattutto al consolidamento di Havas del luglio scorso. L’Ebitda dei nove mesi ammonta a 645 milioni di euro, -3.0% con Havas e -8.6% a perimetro costante. 

A perimetro costante la crescita è del 4,1%. A sostenere la crescita soprattutto l’andamento di Universal Music (+10,9% nei nove mesi), mentre Canal+ resta in calo (-1,6%) anche se nel terzo trimestre i ricavi si sono stabilizzati e alla fine di settembre 2017 la base di abbonati ha raggiunto i 14,2 milioni, in crescita di 3,2 milioni.

Confermate le stime per l’anno, prevedendo ricavi in crescita oltre il 5% e l’ebita del 25% (pre integrazione di Havas).