21 novembre 2017 | 12:13

Danni per i consumatori e rischi per i concorrenti. Il Dipartimento di Giustizia Usa boccia le nozze At&t-Time Warner. La replica: scelta priva di logica. La cessione della Cnn non è un punto di partenza

Il Dipartimento di Giustizia Usa ha presentato una causa legale per bloccare l’acquisizione di Time Warner da parte di At&t. Secondo le autorità l’accordo rischierebbe di dare un controllo eccessivo nel settore dei media a una sola compagnia, con At&t che potrebbe arrivare a far pagare alle rivali della tv via cavo prezzi più alti per Hbo, Turner e altre programmazioni di Time Warner, mettendo in difficoltà anche servizi di streming come Sling Tv.

La decisione arriva dopo che nelle scorse settimane il Dipartimento di Giustizia Usa aveva chiesto ad At&t di effettuare cambiamenti strutturali all’operazione, in modo da ottenere l’approvazione. Si sarebbe trattato di vendere Turner Division di Time Warner, che include fra gli altri canali anche Cnn, Tbs e Tnt. In alternativa il Dipartimento aveva anche chiesto la cessione del ramo del satellitare di DirecTV.

Randall Stephenson, ceo di At&t (foto Olycom)

Il ceo di At&t, Randall Stephenson, ha definito “priva di logica” la causa e ha detto che il gruppo si prepara a dar battaglia in tribunale. “Noi abbiamo offerto soluzioni”, ha spiegato in una conferenza stampa con il numero uno di Time Warner Jeff Bewkes, aggiungendo di non sapere se la decisione riguardi la Cnn. Ma ogni eventuale accordo per “cedere il controllo della Cnn” per Stephenson “non è punto di partenza”.

”Le fusioni verticali come questa sono approvate di routine perchè si traducono in benefici per i consumatori senza rimuovere competitor dal mercato”, ha aggiunto ancora il colosso della tv via cavo, richiamando alla memoria l’operazione che nel 2011 ha portato alla fusione tra Comcast e NBCUniversal. Non vediamo ragioni sul perchè questa fusione debba essere trattata diversamente”.

Il Dipartimento di Giustizia non ha l’ultima parola sulla fusione, ma può solo cercare di convincere la U.S. District Court che l’operazione viola la legge. I termini del deal da 85 miliardi di dollari rimangono vincolanti fino al 22 aprile e le due compagnie sperano che il giudice possa emanare una sentenza prima di quella data. Nel caso in cui il deal non dovesse andare in porto, Time Warner avrebbe diritto a una break up fee di 500 milioni di dollari.

Per AT&T, che sta cercando di integrare le sue capacità nell’ambito del wireless e della pay-tv con il portafoglio di contenuti video di Time Warner, la ratio del deal va rintracciata nel fatto che i clienti che sottoscrivono pacchetti contenenti servizi per cellulare, internet e pay-tv sono meno propensi ad abbandonare uno di questi abbonamenti. Per Time Warner, invece, il deal può segnare una vantaggiosa uscita da un mercato in cui il business della pay-tv è minacciato dai nuovi servizi streaming e dalla richiesta, da parte di consumatori, di modalità più economiche per guardare i programmi quando e dove vogliono.