Audizione dei vertici di Viale Mazzini in Vigilanza. Maggioni: il nuovo contratto di servizio allenta il peso della politica in Rai e ci impegna in termini di contenuti e tecnologici. Orfeo: in sei mesi piano industriale, editoriale e news

È un “buon contratto di servizio“, che “sana un ritardo di cinque anni”, “riporta il servizio pubblico al centro della scena”, “stabilisce obblighi per la Rai non solo in termini di contenuti ma anche tecnologici” e “risorse certe con una prospettiva pluriennale che aiuteranno ad allentare non voglio dire il ‘ricatto’ ma il peso della committenza” politica.Lo ha sottolineato il presidente della Rai, Monica Maggioni, nel suo intervento in apertura dell’audizione sullo schema di Contratto di servizio tra il Ministero dello sviluppo economico e la Rai per il periodo 2018-2022, che la vede protagonista oggi in commissione di Vigilanza assieme al direttore generale Mario Orfeo.

Maggioni ha lodato il fatto che la durata del contratto sia quinquennale, consentendo una programmazione del lavoro, e “la rinnovata attenzione a pubblici diversi che dentro il servizio pubblico devono trovare risposte”. Un altro elemento positivo, secondo la presidente, è “l’aumento del pluralismo e della diversità che viene sottolineato a più riprese”.
Nel contratto, ha evidenziato ancora Maggioni, la Rai si fa capofila anche dal punto di vista tecnologico. “In questo contratto di servizio si parla di tempi certi su passaggi fondamentali e elementi di programmazione che faranno capire dove il servizio pubblico deve andare. E’ un’investitura di fiducia da parte del paese”.

“Tenere in connessione il piano per l’informazione, quello editoriale e quello industriale è elemento essenziale per capire che forma deve avere la Rai e quali sono gli elementi essenziali da cui non si può prescindere. Non possiamo prescindere dal fatto di pensare che la Rai deve essere il luogo dello sviluppo del senso critico del Paese”. Maggioni ha ricordato, oltre all’importanza della valorizzazione delle teche, che c’è “una serie di progetti nuovi, come il canale in lingua inglese che è una piattaforma nella quale il Paese si racconta al resto del mondo”. “Avere risorse certe su base pluriennale è un elemento indispensabile per consentire alla tv pubblica di lavorare al meglio”.

Maggioni ha annunciato infine anche che “oggi in Cda inizieremo a lavorare su una bozza di regolamento per le elezioni”.

Nella foto: Mario Orfeo e Monica Maggioni

“Abbiamo previsto che i principali progetti (il piano industriale che è la bussola di tutti gli altri, il piano editoriale, il piano news, i piani di sviluppo del canale istituzionale e di quello in lingua inglese, il progetto di tutela delle minoranze linguistiche, lo schema della contabilità separata, ecc.) devono essere definiti entro sei mesi, e stanno per partire degli specifici gruppi di lavoro aziendali”. Lo ha affermato il direttore generale della Rai, Mario Orfeo, nel corso dell’audizione in commissione di Vigilanza sullo schema di Contratto di servizio tra il ministero dello sviluppo economico e la Rai per il periodo 2018-2022.

“Si tratta – ha aggiunto Orfeo – di una previsione che ritengo importante per quattro ragioni: evita la coincidenza con la campagna elettorale, come ha ricordato qualche giorno fa il sottosegretario Giacomelli con cui abbiamo lungamente e puntualmente valutato la questione; consente alla Rai di poter disporre di un quadro di riferimento maggiormente definito rispetto ad oggi (basti pensare, a titolo esemplificativo, al fatto che non sappiamo quale sarà la capacità trasmissiva di cui disporremo a regime e, quindi, quanti sono i canali che potremo concretamente realizzare); crea i presupposti per sviluppare il futuro della Rai secondo un processo organico e strutturato, tenuto conto del fatto che tutti questi progetti sono tra loro strettamente interrelati e, quindi, richiedono un forte coordinamento nell’impostazione”. “Si tratta di una tempistica seria e
ragionevole vista la quantità e la qualità del lavoro da fare”, ha concluso Orfeo.

“Alla Rai, come detto, è stato assegnato il compito di fungere da capofila dell’intero processo” di transizione del sistema al nuovo sistema senza banda 700. “È un ruolo importante – ha spiegato il dg – che siamo pronti ovviamente a compiere con la massima determinazione e responsabilità” ma anche un ruolo che richiede “importanti risorse economiche” perché possa essere svolto in “modo vituoso”.

“Non posso non rilevare – ha sottolineato Orfeo – come si tratti di un ruolo che comporta per noi dei costi anche importanti (penso, in particolare, allo spostamento di Rai 1 e Rai 2 dall’attuale mux 1 – che raggiunge oltre il 99% della popolazione – per lasciare spazio alle emittenti locali). Credo sia importante evidenziare all’istituzione parlamentare – che proprio in questi giorni sta esaminando la legge di bilancio 2018 – la necessità di individuare misure concrete finalizzate ad assicurare alla Rai le risorse corrispondenti necessarie a far sì che lo sviluppo del processo possa avvenire in modo virtuoso non solo per Rai ma per l’intero sistema radiotelevisivo”, ha detto il dg Rai.

Sul tema del lavoro e delle risorse umane e del precariato, Orfeo ha parlato di una questione “molto presente” in Rai e “lo sarà ancora di più davanti all’impegno preso con il contratto di servizio”, anticipando l’impegno formale “di dedicare una seduta straordinaria del Cda sulla situazione del precariato in Rai”.

Quanto al capitolo disabili e inclusione, “c’è massima attenzione, il Segretariato sociale è molto impegnato nelle sue funzioni di contatto con queste associazioni e cittadini”, e la reputazione della corporation Rai “è elevata”, ha tenuto a sottolineare Orfeo, aggiungendo che certo “l’impegno non basta mai in questo caso, e da parte di Rai ci sarà sempre più attenzione e il contratto di servizio dà un segnale forte in tal senso perchè venga garantita una copertura massima”.

Orfeo ha parlato anche della raccolta pubblicitaria. “Nei primi sei mesi dell’anno c’era stata qualche contrazione ma da settembre a novembre segna un + 2 milioni sull’anno precedente”, ha detto, aggiungendo: “non c’è alcun calo legato né a Fazio né ad altri programmi della nuova stagione”. E sul nuovo programma di Michele Santoro – che torna a gennaio su Rai3 – ha detto che “verrà interamente realizzato nel centro di produzione di Torino”.

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