Nessuna certezza di risorse per la Rai, che dal canone in bolletta incasserà cifre inferiori rispetto al saldo del 2013, lamentano i sindacati in Commissione di Vigilanza. Restano grandi incognite sul piano industriale ed editoriale

“Non c’è alcuna certezza di risorse. Men che meno di medio lungo termine. Salvo un blando riferimento a garanzie per i 3 anni del piano industriale”. Lo affermano i sindacati Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Ugl Telecomunicazioni, Snater, Libersind, Usigrai e AdRai in documento letto nel corso dell’audizione in commissione di Vigilanza Rai, in vista del parere della bicamerale sul contratto di servizio 2018-2022.

“Diciamolo con chiarezza una volta per tutte: il canone in bolletta elettrica è stata una ottima operazione di lotta all’evasione, ed è oggettivamente riuscita. Ma è sostanzialmente a saldo invariato per la Rai, che – nel 2017, secondo calcoli non solo nostri (non ultimo il focus annuale di Mediobanca) – incasserà una cifra inferiore a quella che ha incassato nel 2013″, evidenzia il documento.

“Siamo consapevoli che questo nodo non andava sciolto nel Contratto, ma allora perché non approvare prima la norma che deve assicurare risorse certe e di lungo periodo?”, chiedono i sindacati.

Commissione Vigilanza rai (foto Olycom)

Commissione Vigilanza rai (foto Olycom)

Tra i punti toccati nel documento quello sulle scadenze previste per piano industriale e editoriale. “Il contratto impone poi la presentazione entro 6 mesi di un nuovo Piano industriale e un nuovo Piano editoriale. Un fatto positivo se visto come imposizione di fatto nei confronti di un vertice di Viale Mazzini che in 2 anni ha fagocitato ben 2 progetti di riforma”. “Tuttavia, rimarcano, non possiamo non notare che questa scadenza mette in capo a un vertice, che a quel punto sarà a un passo dalla fine del proprio mandato, uno degli atti più rilevanti per la sopravvivenza e il rilancio della Rai“. “Dunque si affida un piano a un gruppo dirigente che sicuramente non sarà quello che dovrà poi attuarlo”.

“Così come non possiamo non notare che i 6 mesi scadranno all’indomani di elezioni dall’esito incerto, e pertanto è per lo meno dubbio che la Commissione sarà già operativa in tempo utile per esaminare i due piani. Per di più gli indirizzi non dicono nulla di concreto sulla strada industriale da intraprendere. Pertanto per noi restano grandi incognite, rispetto a scelte che possono determinare il ridimensionamento o il rilancio della Rai servizio pubblico”.

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