Con il precariato per i giovani rischiamo l’assottigliamento dell’attività giornalistica, dice Laura Boldrini, incontrando i rappresentati dei giornalisti. Necessari rigore contro hate speech e fake news

“Gli editori sono affetti da una malattia, la miopia. Se non ci sarà nei giornali il ‘lavoro buono’ per i giovani, anziché il precariato, avremo un assottigliamento dell’attività giornalistica. Non si può chiedere l’approfondimento e il riscontro dei fatti a un giovane se lo paghi 10 euro a pezzo”. Lo ha detto la presidente della Camera Laura Boldrini,ricevendo nel suo studio i rappresentanti degli organismi di categoria del giornalismo italiano. Tra i presenti il segretario e il presidente della Fnsi, Raffaele Lo Russo e Beppe Giulietti, il presidente dell’Ordine Carlo Verna, la presidente dell’Inpgi Marina Macelloni e il presidente del Fondo per le pensioni complementari Enrico Castelli.

Laura Boldrini (foto Olycom)

Il segretario Fnsi Lo Russo ha illustrato a Boldrini i motivi della manifestazione in piazza Montecitorio dei giornalisti italiani, parlando di un “attacco concentrico all’informazione e, indirettamente, ai cittadini e al loro diritto di essere informati”. Al centro delle critiche dei giornalisti il decreto legislativo sulle intercettazioni, la legge per arginare le ‘querele temerarie’ – ferma in quarta lettura in Senato -, e la situazione di precariato: “gli editori sostituiscono il lavoro regolare con i co.co.co”.

 

Dalla presidente della Camera è arrivato un appello al mondo del giornalismo perché metta in campo “più rigore” contro il “discorso d’odio” e gli insulti che compaiono sui quotidiani, e contro quei giornalisti che scrivono su siti che diffondono ‘bufale’. “Le fake news – ha osservato Boldrini – sono un acido che corrode anche l’informazione ‘mainstream’, e gli editori non sembrano esserne consapevoli. Occorre difendere il diritto dei cittadini ad essere informati, il che richiede un lavoro che non può essere gratis, richiede formazione e investimenti”.

Boldrini ha preso spunto da una osservazione del presidente dell’Ordine, Carlo Verna, sui recenti titoli del quotidiano ‘Libero’ che sono stati latori di messaggi d’odio contro i musulmani e contro Renzi. “Tralascio il fatto che la mia persona sia stata spesso oggetto di insulti ma questi cosiddetti giornali dovrebbero destare preoccupazione non solo nei soggetti colpiti in modo persecutorio, ma in tutta la vostra categoria che viene infangata da questi comportamenti”, ha detto ancora Boldrini, rimarcando: “dovrebbe preoccupare tutti per la nostra democrazia che è inondata da una violenza verbale che intossica”. “Penso che certi titoli e certe affermazioni – ha aggiunto – non abbiano riscontro all’estero; siamo un unicum in Europa”.

Boldrini ha sollevato il tema degli insulti che dilagano tra i commenti agli articoli sui siti dei quotidiani: “alcune persone hanno timore di dire la propria opinione per lo squadrismo che li colpirebbe. Questi dibattiti sui siti andrebbero moderati, anche perché sappiamo chi sono quelli che insultano”.

La Presidente della Camera ha quindi invitato a vigilare anche su quei giornalisti che scrivono sui siti specializzati in fake news. “C’è una rete struttura che fa disinformazione, e alcuni di quelli che ci scrivono sono iscritti all’Ordine dei giornalisti. Occorre più rigore su questo”. “Voi avete un ruolo centrale – ha proseguito – anche perché la politica non si rende conto del problema”. “C’è una disinformazione messa in campo da altri Paesi per inquinare il dibattito e influenzare i risultati elettorali. Questo non è complottismo, qui c’è una indagine del Congresso americano, e ci vorrebbe una capacità di indagine anche in Italia”.

“Serve una presa di consapevolezza non solo nella politica ma anche nel giornalismo, anche perché non siamo in una situazione normale e l’Italia non è fuori dal resto del mondo”, ha concluso.

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