L’edizione torinese del ‘Corriere della Sera’ debutta domani in edicola. Ecco una carrellata di commenti, dai politici agli imprenditori del web, passando per accademici e persone chiave delle istituzioni cittadine

Carla Piro Mander – Cresce l’attesa a Torino per il debutto della nuova edizione locale del ‘Corriere della Sera’. Ecco qualche commento dal capoluogo piemontese tra aspettative e speranze. “Speriamo che aumentino anche i lettori, mentre aumenterà per certo la competizione tra i giornali”, dice la sociologa Chiara Saraceno, mentre Marcello Mazzù, Presidente di Atc Torino e storico conoscitore delle fasce fragili della città, oltre ad apprezzare “l’arrivo di un’autorevole voce che va ad allargare la pluralità dell’informazione cittadina”, apprezza particolarmente” il recente inserto dedicato alle ‘Buone Notizie’, e si dice certo che “nella nostra città non mancheranno le storie di impegno e innovazione sociale da raccontare”.

Allo stesso modo la pensa il presidente della Regione, Sergio Chiamparino che saluta come buona notizia l’apertura della sede torinese del ‘Corriere della Sera’: “l’autorevolezza della testata sarà senz’altro di stimolo per la vita politica, economica, sociale della nostra regione. Una democrazia non vive senza buoni giornali, senza una stampa attenta e partecipe, corretta e approfondita. Auspico che il buon giornalismo continui a trovare in Torino e nel nostro territorio terreno fertile per svilupparsi e affermarsi”.

Alla libertà informativa si richiama la sindaca di Torino Chiara Appendino che “accoglie con interesse e soddisfazione l’avvio della redazione locale di uno dei più prestigiosi quotidiani italiani. La pluralità di opinione dell’informazione -aggiunge- è un valore in una società democratica che consente ad ogni cittadino di formarsi un’opinione libera e consapevole”.

Analitica la direttrice del Master di Giornalismo, Anna Masera: “che il ‘Corriere’ apra a Torino è un bel segnale in un momento in cui i giornali semmai tagliano o chiudono, per cui ben venga e viva la competizione. Terrà sulla corda tutti e saremo tutti chiamati a dare il meglio, è un’iniezione di energia. Peraltro spero che si aprano anche nuove finestre di opportunità lavorativa, a partire dalle collaborazioni e dagli stage, per gli studenti praticanti. Dal punto più squisitamente tecnico, sono curiosa di vedere come il Corriere stia studiando il mercato dei lettori di Torino per riuscire ad accaparrarsene una fetta, e a scapito di chi…”.

E se “a scapito di chi” è la comprensibile domanda che si fanno i tecnici dell’ambiente, il pensiero “era ora”, per fare sintesi, si insinua nella mente di altri attori sociali che conoscono e vivono la città. Così ad esempio Alberto Riccadonna, riferimento dell’editoria cattolica, con il settimanale ‘La Voce e il Tempo’, e storica voce alternativa, che sostiene che il Corsera a Torino “costringerà il quotidiano ‘La Stampa’ per decenni monopolista a confrontarsi con una potente concorrenza”. “Fino ad oggi – dice – le hanno fatto da controcanto il quotidiano di cronaca locale ‘Torino Cronaca’, molto letto, e l’edizione locale di ‘Repubblica’, poco diffusa. Ma l’arrivo del ‘Corriere’ avrà un impatto senza precedenti”.

Un’ottima notizia anche per Enrico Bonanate, direttore del parco di Arte Vivente che auspica “la grande interazione con internet visto che i lettori sono ormai tutti digitali”, e vede come positivo il fatto che “Milano si interessi di quel che succede a Torino attraverso un giornale blasonato come il ‘Corriere’”. Sale sulle ferite mai guarite di quei torinesi che “ci portano via tutto”, e insieme pepe per i giornalisti, di ogni famiglia, secondo il presidente dell’Ordine piemontese Alberto Sinigaglia: “gioverà al grande giornale milanese misurarsi con la città laboratorio d’Italia. E un po’ di concorrenza farà bene ai cronisti della ‘Stampa’, della ‘Repubblica’, di ‘Cronaca Qui’, di Gr e Tg Rai. La città è stata all’avanguardia sui fronti dell’informazione. Con i suoi giornalisti, con le loro istituzioni, con il Politecnico, con l’Università può tornare a esserlo e aprire nuove rotte”.

“Linfa per il pluralismo democratico” per l’ex sindaco Valentino Castellani, e strumento in più per Laura Milani, presidente del Museo del Cinema, “certa di professionalità e cura nel raccontare le anime della città”. Così Enrica Baricco, ideatrice e coraggiosa fondatrice di Casa OZ, che da dieci anni offre aiuto e sostegno a bimbi malati e alle loro famiglie: “spero abbiano voglia di conoscere realtà come la nostra, magari meno mondane ma sempre vive”. “E un segnale importante, che la città è viva – dice la soprintendente ai beni archeologici del Piemonte Luisa Papotti -, mi auguro un giornale che abbia spazi per occuparsi dell’enorme patrimonio di archeologia e architettura e anche di una cultura meno conosciuta verso cui non tutti sono attenti”.

“Auguri di buon lavoro ai giornalisti del ‘Corriere’, scrive Piero Fassino, in una realtà complessa e interconnessa come quella che viviamo, il confronto fra voci è essenziale”; e lo sarà, secondo Chiara Piatti, responsabile dello staff college dell’Onu di Torino, anche verso gli aspetti “internazionali della città che sono importanti e non sempre tenuti presente. Bisognerà vedere – aggiunge- se il giornale vorrà scommettere su quest’apertura internazionale”. “Uno spirito plurale non può fare che bene, anche alle realtà confindustriali come la nostra, attente alla comunicazione” dice Giancarlo Bonzo, dell’Unione di Torino e la stessa cosa pensa Claudio Rolla, manager informatico attivo nel campo dell’informazione multimediale che pur dichiarandosi “un non lettore del ‘Corriere’ “augura “di uscire presto dal duopolio Stampa- Repubblica”.

Parere positivo anche per Maurizio Gelatti che si aspetta attenzione ai temi della cultura e dei diritti e si dice certo della riuscita del giornale anche grazie “alla squadra fortissima che conosco quasi tutta” e benvenuto da Francesco Profumo, presidente di Compagnia di San Paolo che immagina “una fattiva collaborazione per raccontare al nostro territorio come le competenze, gli approfondimenti ed un serio giornalismo, possano portare qualità, conoscenza e stimolo nella vita di tutti i suoi lettori.” “La molteplicità di voci è sempre arricchente, dice Enrico Salza, presidente di Sanpaolo Highline, e ringrazio il ‘Corriere’ per aver portato una sua redazione qui, farà bene”.

La sintesi la fa bene Giuseppe Berta, docente di storia contemporanea: “credo che la nascita dell’edizione torinese del ‘Corriere della Sera’ sia un buon segnale per la città nel momento in cui essa attraversa un momento di opacità. Anzitutto perché è un segnale in controtendenza in una fase in cui dall’esterno si guarda con minore attenzione alle opportunità offerta da Torino. E poi perché uno sguardo nuovo sulla città e sulla regione potrà sollecitare un abbandono dei luoghi comuni, col vantaggio di sollecitare una nuova lettura della società locale”.

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