Il sottosegretario Giacomelli contro l’ipotesi di privatizzare la Rai. Non è nel programma di Governo, dice; non ricordo operazioni di questo tipo vantaggiose per il Paese. La presidente Maggioni: servizio pubblico migliorabile, ma ciò non significa metterne in discussione l’esistenza

Le parole di Carlo Calenda, che ieri ospite di Gianni Minoli su La7 ha affermato di essere favorevole all’ipotesi di privatizzazione per la Rai non sono passate inosservate. Tra i primi ad esprimere la sua contrarietà alle affermazioni del ministro dello Sviluppo Economico è stato Antonello Giacomelli. “No, non sono d’accordo e non solo io”, ha detto il sottosegretario a margine della presentazione del francobollo per il carosello della Rai che compie 60 anni, ribadendo tra l’altro come l’opzione “sia un punto del programma del Governo”.

Antonello Giacomelli (foto Olycom)

Antonello Giacomelli (foto Olycom)

“Il lavoro che stiamo facendo su Rai è esattamente quello di riformare e rinnovare il servizio pubblico, con la consapevolezza che oggi più di ieri c’è bisogno del servizio pubblico”, ha spiegato ancora Giacomelli, definendo il giudizio di Calenda come “un’opinione personale” del ministro, per altro già nota. “Non sono affatto favorevole alla privatizzazione di asset strategici come Poste Italiane e Rai e 20 anni fa lo avrei detto anche per Telecom Italia”, ha ribadito ancora Giacomelli. “Non ho nessuna percezione di privatizzazioni che hanno portato a grandi sviluppi. Solitamente c’è stato bisogno dell’intervento pubblico o dell’intervento del golden power per limitare i danni di una privatizzazione”.

Anche la presidente Rai Monica Maggioni è stata interpellata sul tema. “Non faccio nessun commento su nessuna polemica, non mi sogno nemmeno minimamente di entrare nel confronto”, ha detto Maggioni, commentando la diversità di vedute sulla privatizzazione della Rai tra il ministro Calenda e il sottosegretario Giacomelli.

Monica Maggioni, presidente Rai (Foto:Olycom)

“Io ho una opinione: penso che la Rai sia al centro del racconto di questo Paese, che il servizio pubblico sia estremamente importante per questo Paese come lo è nel resto d’Europa”. “Dire che il servizio pubblico è estremamente importante non vuol dire che debba essere uguale a sé stesso per l’eternità”, ha proseguito Maggioni.

“Si può pensare, modernizzare, migliorare, guardare gli altri schemi di servizio pubblico e chiedersi se la sua forma sia quella ideale oppure no. Ma questo non vuole dire in nessun modo metterne in discussione l’esistenza. In questo momento i servizi pubblici in giro per l’Europa sono in diretta connessione con una capacità democratica dei paesi”

Penso che la Rai sia al centro del racconto del Paese ma questo non vuol dire che il servizio pubblico deve essere uguale a se stesso per l’eternita’”, ha poi aggiunta Maggioni. “In questo momento – ha concluso – il servizio pubblico in Europa è in diretta connessione con la capacità democratica del Paese”.

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