28 novembre 2017 | 10:56

La sfida è aumentare il pubblico per le produzioni italiane, dice il ministro Franceschini, incontrando le associazioni del settore cinematografico. Il presidente di Anica Rutelli: ora dobbiamo crescere

Ora ”che c’è un quadro normativo e di risorse stabile, la grande sfida è aumentare il pubblico per le produzioni italiane”. Lo ha detto il ministro di beni culturali e turismo Dario Franceschini nell’incontro che il 27 novembre ha riunito a Roma le associazioni di settore per commentare la nuova Legge Cinema, approvata in via definitiva nelle scorse settimane dal Consiglio dei ministri.

Le nuove regole – con norme sulle quote obbligatorie di messa in onda per tv pubbliche e private di film e fiction italiane ed europee, gli investimenti delle emittenti, la tutela delle professionalità del settore e l’abolizione della censura – sono state accolte con grande soddisfazione dagli operatori, dall’Anica all’Agis, dei Centoautori a Slc-Cgil.

Dario Franceschini (foto Olycom)

”Sulle quote obbligatorie di messa in onda di produzioni italiane nelle televisioni, la critica più assurda è quella secondo cui ora si perderà share e pubblicità. In realtà si mette in moto un meccanismo virtuoso”. La nuova legge “è stata possibile realizzarla perché il governo è durato e perché si è capito che la politica degli investimenti in cultura è strategica per il sistema Paese”, ha detto il ministro citando l’attuale presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni e il suo predecessore Matteo Renzi.

Per il presidente dell’Anica Francesco Rutelli ”la filiera del cinema e dell’audiovisivo è un mondo di diversità, vedere questa compattezza, che unisce dai produttori ai distributori, dagli autori ai rappresentanti dei lavoratori e dell’industria tecnica, è il segno che il governo ha lavorato bene”. Ora ”il sistema del cinema e dell’audiovisivo è sfidato in positivo a crescere. Non abbiamo più alibi”.

”E’ anche importante ”la battaglia da condurre insieme in Europa per evitare che il diritto d’autore e le produzioni dei nostri territori vengano spazzati via dall’aggregazione tecnologica o spesso dalla pirateria”.

Per il presidente dei Centoautori Stefano Sardo “l’atto del ministro è stato coraggioso e diverso, ha messo a regime un meccanismo che consente al nostro prodotto di vivere e competere con avversari che hanno portafoglio incredibile”. D’accordo con lui Daniele Luchetti: ”Siamo pronti a riempire di contenuti questa bella macchina che avete costruito e di farlo puntando sulla leva fondamentale degli spettatori giovani, offrendogli di vedere qualcosa di nuovo”.

Contento della legge anche Gabriele Mainetti: ”sento che si stanno concretizzando obiettivi che ci eravamo prefissati da tanto tempo”.

Secondo Giancarlo Leone, presidente dell’associazione Produttori Televisivi il governo ha messo al centro ”il settore audiovisivo, con modifiche che in buonissima parte hanno risposto alle esigenze e danno un impulso importante al sistema”. Leone tuttavia ha lanciato anche l’allarme sullo split payment (il meccanismo fiscale di liquidazione dell’Iva), che ”sostanzialmente impedisce ai produttori di poter accedere ai benefici di legge per il tax credit. So che il governo ha deciso di non applicarlo alla Rai o meglio tutte le società che hanno diritto al tax credit, ma chiedo formalmente e anche alla parte non ancora convinta dell’esecutivo, di fare su questo sistema”.