La tv di un tempo aveva una funzione pedagogica per gli italiani, dice Laura Boldrini. Accanto all’intrattenimento, c’era un progetto educativo e di formazione civica

“La televisione delle origini aveva un’indubbia funzione pedagogica e divulgativa. In un’Italia da poco divenuta Repubblica, la politica era vissuta con slancio”. Ad affermarlo la presidente della Camera, Laura Boldrini, in un passaggio del suo intervento all’Accademia della Crusca, sul tema ‘L’italiano oggi nella società e nelle istituzioni’. “Erano lontanissimi – e allora nemmeno prevedibili – il disamore che oggi avvertiamo e il distacco che oggi c’è e che allontanano i nostri cittadini dai partiti”, ha osservato la Boldrini. “C’era naturalmente spazio per l’intrattenimento – ha proseguito Boldrini – ma ciò che più contava era il progetto di educazione degli italiani. Un’educazione che non puntava solo alla cultura generale, al sapere, ma anche alla formazione di una coscienza civica”.

Laura Boldrini (foto Olycom)

Sempre nel suo intervento Boldrini ha messo l’accento sulla trasformazione del linguaggio e la sua semplificazione dovuta all’avvento dei social network e di altri strumenti di comunicazione “che hanno soppiantato la televisione quanto a velocità nella diffusione di notizie, quanto a capacità di abbattere i confini e di spalancare finestre sul mondo”.

“Ma non bisogna averne paura”, ha osservato. “La Rete e i social sono uno straordinario passaggio epocale e producono ciò che ogni altro grande passaggio epocale ha prodotto prima di loro: smottamenti, slittamenti, adeguamenti della lingua e delle singole parole. E purtroppo di tutto questo ha risentito l’uso del congiuntivo, o la ricercatezza di alcuni termini che aggiungono sfumature alla nostra bella lingua. Dieci anni fa, per esempio, non dicevamo “cliccare”, ‘postare’, ‘taggare’, ‘chattare’: oggi sono termini di uso corrente”.

“La lingua ha assorbito i cambiamenti che la tecnologia ha apportato nelle nostre vite”, ha concluso.

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